Non si placano le polemiche dopo l'annuncio di un remake in chiave hard del capolavoro di Vittorio De Sica "La Ciociaria", tratto dall'omonimo romanzo di Moravia, con l'interpretazione indimenticabile che consacrerà Sophia Loren nell'Olimpo del cinema con un premio Oscar, una Palma a Cannes e un David di Donatello. Dopo l'interrogazione in parlamento della senatrice Maria Spilabotte, a prendere parola ora è il prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli: "Mi auguro che la pellicola venga bloccata, in caso contrario, se dovesse essere necessario, per impedire questo scempio, potrebbe esserne disposto anche il sequestro".

La produzione della pellicola in Ungheria è stata annunciata da una locandina pubblicata su Facebook da Mario Salieri, regista di film hard, e avrebbe come protagonista la pornostar Roberta Gemma (con all'attivo pellicole come ‘Master Geisha', ‘Bella e possibile', ‘Il mercato della Carne'). La storia originale racconta della vicenda delle così dette ‘Marocchinate', le centinaia di donne violentate durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo lo sfondamento a Cassino, dalle truppe marocchine inquadrate nelle forze armate Alleate.

Una pagina tragica e terribile della guerra, le cui ferite sono ancora molto sentite. Per questo un film porno sull'argomento non può che destare rabbia e sconcerto. Per Emiliano Ciotti, presidente dell'associazione "Vittime delle Marocchinate": "Il rifacimento cinematografico di quei drammatici momenti è in versione pornografica e ciò sdegna chiunque ha avuto un parente coinvolto, ma dovrebbe sdegnare tutti. Ho scritto al presidente del consiglio Paolo Gentiloni sottolineando l'impatto psicologico non indifferente che, anche solamente il sapere che esiste un film di questo genere, avrebbe sulle famiglie delle vittime di quelle violenze".