Fa ancora paura la nube tossica alzatasi dall'Eco X di Pomezia, il centro di stoccaggio di rifiuti speciali su via Pontina che ha bruciato per 48 ore alle porte di Roma, mettendo in allarme decine di migliaia di cittadini tra i Castelli Romani e il litorale del Lazio, fino alle ultime propaggine della capitale. Per oggi il sindaco di Pomezia Fabio Fucci fa sapere di aver convocato un incontro urgente con l'Asl Roma 6 e Arpa Lazio "per fare il punto della situazione a seguito dell'incendio". L'incontro è previsto per le ore 13.00. I vigili del fuoco sono comunque ancora la lavoro per spegnere gli ultimi focolai attivi nel centro di stoccaggio rifiuti.

Ieri è arrivata la conferma della presenza di amianto nel tetto della struttura (seppur incapsulata) che è stata devastata dalle fiamme, mentre i vigili del fuoco sono ancora a lavoro – ormai da 72 ore consecutive – per spegnere gli ultimi focolai attivi sotto la cenere. Scuole chiuse oggi e domani a Pomezia, mentre è stato emesso il divieto di pascolo e di raccogliere ortaggi in un raggio di 5 chilometri dal sito andato a fuoco.

Livelli di polveri sottili tre volte oltre la soglia di rischio.

Se finora le analisi della qualità dell'aria condotti da Arpa Lazio non hanno mostrato valori fuori la norma, con il posarsi delle polvere sottili i risultati potrebbero diventare preoccupanti nei prossimi giorni. Già alcune rilevazioni effettuate venerdì 5 maggio, giorno dell'inizio del rogo, mostrano comunque dati inquietanti. I livelli di Pm10 nell'aria nelle immediate vicinanze dell'incendio erano più alti di quasi il triplo rispetto alla soglia di rischio: 130 microgrammi per metro cubo contro 50. Livello che si è successivamente abbassato a 73 microgrammi, oltre la soglia ma "analoghi ai valori registrati nel centro urbano di Roma nei periodi invernali di maggiore criticità", come comunicato dal Comune di Pomezia, che ha poi precisato che la rilevazione del 5 maggio si riferisce a un intervallo di tempo più limitato (10 ore e mezza) rispetto a quanto previsto dalla normativa, cioè 24 ore.

Intanto la procura di Velletri ha disposto il sequestro dell'azienda Eco X. L'inchiesta al momento è aperta per il reato di "incendio colposo", ma potrebbe ben presto tramutarsi in "disastro ambientale": si attendono i dati relativi all'eventuale presenza di diossina e fibre di amianto nell'aria.