Com'è stato possibile? Il giorno dopo il crollo di due piani di una palazzina al lungotevere Flaminio 70, miracolosamente senza conseguenze per i passanti e gli inquilini, l'obiettivo degli inquirenti è quello di scoprire le ragioni della tragedia sfiorata. Sotto la lente dei magistrati, che indagano per disastro colposo. il giardino pensile di 80 metri quadri dell'architetto Lidia Soprani, al sesto piano, e il lavori di ristrutturazione al quinto piano. Crollando il pavimento del sesto piano ha fatto collassare anche il settimo, sprofondando nel quinto.

L'attenzione degli inquirenti si sta focalizzando però anche sull'appartamento del quinto piano, acquistato per 1 milione e 200 euro dall'ingegnere Giuseppe Rigo de Righi. L'uomo si aggirava ieri disperato sotto la palazzina, raccontando di aver perso tutto dopo aver investito tutti i risparmi nell'acquisto dell'appartamento ora ridotto in macerie. In particolare per realizzare un open-space, la ditta che ha eseguito i lavori potrebbe aver abbattuto pareti e tramezzi, indebolendo così le pareti portanti che non avrebbero più retto il peso del giardino pensile sovrastante, riempito da grandi e pesanti vasi.

Da quanto si apprende il condominio aveva ricevuto anche una diffida per la presenza di quei vasi pesantissimi. Il giardino pensile, ormai abbandonato a se stesso dall'anziana signora trasferitasi altrove, era ormai abbandonato a se stesso, colmo di detriti e sacchi di terra e cemento.