Virginia Raggi sarà ascoltata dal Giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Roma il prossimo 9 gennaio. In quell'occasione la sindaca di Roma sarà in aula per presentare la richiesta di essere giudicata con il processo ordinario. Stando alle precedenti dichiarazioni dei suoi legali, infatti, sembra che la prima cittadina non sia intenzionata né a chiedere il rito abbreviato, né il patteggiamento. Falso documentale in atto pubblico, l'accusa a cui dovrà rispondere la sindaca. Riguarda la sua testimonianza ai funzionari dell'Anticorruzione del Comune di Roma sulla nomina di Renato Marra, il fratello dell'ex braccio destro Raffaele, a processo per corruzione e per lungo tempo agli arresti domiciliari. La sindaca avrebbe dichiarato ai funzionari che il ruolo di Raffaele era solo quello di un "mero esecutore" e quindi di aver agito in "piena autonomia", ma secondo le indagini svolte dai pm Paolo Ielo e Francesco Dall'Olio le pressioni di Marra per la nomina del fratello ci sarebbero state eccome. Il 14 novembre scorso Raffaele scrive alla sindaca: "Se lo avessi fatto vicecomandante i soldi erano gli stessi". Raggi risponde: "Infatti abbiamo detto vice no. Doveva restare dov'era, con Adriano (cioè l'assessore Meloni)". E Marra:  "Infatti con Adriano il posto era quello di cui abbiamo sempre parlato". Lo scambio di battute si riferisce alla possibile nomina di Renato Marra, allora dirigente dei vigili urbani, a capo del Dipartimento Turismo del Campidoglio.

Raggi disse: "Convinta di fare presto chiarezza"

I pm della Procura di Roma hanno chiesto il rinvio a giudizio per l'accusa di falso, ma hanno chiesto e ottenuto l'archiviazione dell'accusa di abuso di ufficio per la sindaca in merito alla promozione di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica della della sindaca.  Il giorno della richiesta dell'accusa Raggi dichiarò: "Secondo i pm di Roma ho rispettato la legge nella scelta del capo della segreteria politica e del dirigente al dipartimento Turismo ed è stata chiesta l'archiviazione per ambedue le ipotesi di reato. Per la Procura ho seguito tutte le norme. Non ci sarebbe mai stata alcuna promozione che non doveva essere fatta come volevano far credere Pd e destra. Non avrei commesso alcun reato per la nomina di Salvatore Romeo: non c’è mai stato alcun ingiusto aumento dello stipendio". Per quanto riguarda l'accusa di falso la sindaca si disse "convinta di fare presto chiarezza".

L'avvocato di Raggi non esclude l'ipotesi rito abbreviato.

"Non abbiamo ancora preso alcuna decisione sul rito da seguire, ne parleremo a breve. L'ordinario, così come l'abbreviato, è uno di quelli previsti dal codice", ha dichiarato l'avvocato Alessandro Mancori, uno dei legali di Virginia Raggi. L'ipotesi della richiesta del rito abbreviato, quindi, non è da escludere.