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Vendevano all’estero i cappotti per i poveri, sgominata la banda dei vestiti usati

Quattordici persone sono state arrestate e dovranno ora rispondere dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di indumenti usati, prodotti tessili e accessori di abbigliamento.
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Un traffico che partiva da Roma e coinvolgeva Napoli, Salerno, ma anche città del nord Italia. Svuotavano i cassonetti gialli, quelli usati per la raccolta degli abiti da regalare ai poveri e poi, grazie a funzionari pubblici conniventi, recuperavano i vestiti e li vendevano all'estero. Quattordici persone sono state arrestate e dovranno ora rispondere dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di indumenti usati, prodotti tessili e accessori di abbigliamento. Un traffico internazionale che cominciava dai porti di Salerno e Civitavecchia e finiva in paesi dell'Est Europa, del Nord Africa e del Sud Africa. Tre tonnellate all'anno di spedizioni, fatturate soltanto per un quarto del totale, con conti nascosti e guadagni in nero per quasi tutto il carico.

Sono state riscontrate, inoltre, diverse violazioni delle normative ambientali in merito allo smaltimento dei rifiuti speciali, oltre a reati di falsità materiale e ideologica in atti pubblici, il tutto aggravato dall’aver fornito il loro contributo nella commissione di reati a vantaggio di un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato. L’organizzazione criminale, che vantava supporti logistici in ambito internazionale, si fondava su un accordo tra società e finte ONLUS, che recuperavano i rifiuti e che, tramite un sistema di “conoscenze” per la ripartizione degli appalti distribuiti dall'Ama, la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Roma, stipulavano apposite convenzioni di igiene urbana volte all’affidamento diretto di servizi pubblici.

Ai vertici dell’organizzazione criminale Pietro Cozzolino, elemento di spicco del clan Cozzolino, cosca egemone nella zona tra Portici ed Ercolano (Napoli). Il boss era stato condannato in precedenza per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

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