Velletri, ragazzina minacciata a scuola: “Fammi copiare o ti accoltello”

Un suo compagno le chiedeva insistentemente di fargli copiare i compiti, le mandava messaggi a tutte le ore. Lei qualche volta lo accontentava, altre si rifiutava e minacciava di spifferare tutto ai professori. La vicenda ha avuto come protagonisti 3 minorenni che frequentano una scuola superiore di Velletri. Un altro compagno di classe, anch'egli minorenne e amico del ragazzo, si è intromesso nella vicenda e, infastidito dei rifiuti della ragazza, ha deciso di intervenire per risolvere a suo modo la questione. Così prima ha iniziato ad inviare anche lui messaggi alla ragazza e poi l'ha aspettata al parcheggio della scuola dove, non solo ha continuato a minacciarla, ma a scopo intimidatorio ha tirato fuori un coltello. La ragazzina, tornata a casa ancora sotto shock, ha deciso di parlarne con i genitori i quali, saputo dell'accaduto, si sono recati al Commissariato di Velletri, raccontando la vicenda. In breve gli agenti hanno rintracciato il ragazzo e lo hanno denunciato all'autorità giudiziaria. Sequestrato il coltello.
Il Moige: "Non abbassare la guardia contro il bullismo"
A prendere parola su quanto accaduto anche il Moige, il movimento dei genitori, che invita a non abbassare la guardia contro il bullismo. “Quello accaduto a Velletri è un fatto gravissimo, che dimostra ancora una volta come il bullismo sia un fenomeno diffuso, soprattutto tra i banchi – ha dichiarato in una nota il direttore del Moige Antonio Affinita – La scuola deve avere il coraggio di isolare i comportamenti pericolosi e affrontare il tema, in tutte le sue declinazioni, in maniera aperta e consapevole. Noi genitori non possiamo assistere passivamente a questi episodi e limitarci a sperare che non accada ai nostri figli. La scuola deve garantire la loro sicurezza, dotando studenti e professori degli strumenti necessari per riconoscere e isolare i bulli: &egr ave; necessario predisporre specifici percorsi di rieducazione sociale, per prevenire nuovi atteggiamenti violenti o intimidatori”. “I bulli non devono essere ignorati, ma contrastati attraverso azioni concrete che impediscano loro di fare del male ai compagni di classe. In questo, presidi e docenti devono sentirsi in prima linea e attivare con i genitori una rete di comunicazione, che tuteli i nostri figli", ha concluso Affinita.