Terrorismo, l’allerta rimane alta. Il prefetto: “La tolleranza è l’unica arma che abbiamo”

“Non è possibile vigilare su tutti gli obiettivi sensibili, ma uno sforzo enorme è stato fatto e si sta facendo. Cioè fare in modo che tutti gli obiettivi sensibili o siano vigilati o siano raggiungibili in non più di 5 minuti”. Così il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, nel suo intervento al Consiglio comunale straordinario sulla sicurezza e sulla prevenzione al terrorismo. “È un momento particolarmente delicato per l'Italia e per la nostra città, ma dalle forze dell'ordine e dall'intelligence non abbiamo ricevuto nessun segnale specifico. Ma l'attenzione deve rimanere alta perché, dall'11 settembre nel mondo le cose sono cambiate”, ha aggiunto. E sulle scuole, a chi gli chiede se siano tutte controllate, il prefetto risponde che non è possibile controllarle tutte, “ma abbiamo dato indicazioni in modo tale da poter rendere più sicure le scuole di Roma”.
Pecoraro si sofferma anche sulle cause del terrorismo, sui segnali cogliere e da interpretare. Dei mutamenti e dei problemi legati all'immigrazione e all'integrazione. Secondo il prefetto, “è necessario capire che il terrorismo è la punta di un iceberg, di un malcontento da contrastare con la cultura, la non ghettizzazione. Oggi abbiamo piccoli segnali che destano la nostra attenzione: le strumentalizzazioni di immigrati in questa città ci sono, è inutile nasconderlo. Lo vediamo tutti i giorni con le occupazioni abusive, la prostituzione e i cortei. Ognuno deve far si che le regole del nostro paese siano rispettate e che questo malessere possa trovare delle soluzioni. C'è uno sforzo enorme da parte di tutti per l'accoglienza ma con le risorse che abbiamo certamente non è un momento favorevole per renderla dignitosa”. Roma è una città in cui, ha sottolineato Pecoraro, solo negli ultimi mesi sono arrivate circa 7mila persone, tutte provenienti dai teatri di guerra. "Il nostro sforzo – ha detto Pecoraro – è quello di rendere dignitosa l'accoglienza, ma con le risorse che abbiamo non è facile. Bisogna però far sì che ci sia per tutti una serenità di vita. La tolleranza e la cultura, che unisce, sono gli unici strumenti che, in questo momento, abbiamo contro il terrorismo".