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Sparò alla moglie per sbaglio. Ma i pm lo smentiscono: “Uccisa volontariamente”

Alessandro Popeo è finito in carcere per l’omicidio della moglie, Natascia Meatta, avvenuto lo scorso 17 settembre. Secondo la procura si è trattato di un delitto passionale.
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"È stato un omicidio volontario". Svolta nelle indagini sulla morte di Natascia Meatta (in foto), che uccisa dal marito lo scorso 17 settembre. Lui, Alessandro Popeo, parlò di un tragico errore, con il colpo che sarebbe partito per sbaglio mentre sistemava la pistola. "Non volevo colpirla, mi è partito un colpo accidentalmente", aveva raccontato in lacrime. Ma oggi la procura Di Roma ha fatto emergere un’altra verità: delitto volontario e, secondo l’accusa, di natura passionale. Il vigilantes, marito della vittima, è stato arrestato in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Bernadette Nicotra. Il pm Paolo Ielo e il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani hanno contestato a Popeo l'aggravante di aver commesso l'omicidio in presenza della figlia di due anni. L'uomo, arrestato dagli agenti del commissariato Casilino, è accusato anche della detenzione di 700 grammi di marijuana. Secondo l’ordinanza il vigilantes non sarebbe stato capace di accettare la fine della relazione con la moglie. Ad inchiodarlo alcune contraddizioni emerse durante l'interrogatorio e i risultati della perizia balistica. Il racconto di Popeo non convinse gli investigatori soprattutto per la mancanza di una spiegazione plausibile sul motivo della pistola lasciata insolitamente carica.

Già i vicini della vittima, pochi giorni dopo il fatto, avevano raccontato  che la giovane mamma ventisettenne di Tor Bella Monaca, a Roma, veniva maltrattata dal marito. “Una volta li ho visti discutere sotto casa. Lui le sferrava i pugni in faccia come potrebbe fare un uomo contro un altro uomo. Natascia, mite com'era, cercava di schivare. Volevo scendere, intromettermi, mia moglie mi ha fermato. Lui si era calmato non sono più intervenuto”, aveva raccontato un vicino di casa. Per quelle botte Natascia si era anche rivolta ad un centro antiviolenza, “La Casa del cittadino”.

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