Sequestrato il tesoro del “Marchese”, 3,5 milioni di euro tra case e automobili

“Tutti i più grossi pregiudicati, tutti, li conosco tutti! Non è che ti dico che ne conosco il 70, l'80 per cento. tutti quanti. Io ti parlo di Roma”. A parlare, in una telefonata intercettata, è Claudio C., un pregiudicato romano soprannominato “il Marchese”. Dal 1990 è stato accusato di vari reati, dalla ricettazione al riciclaggio, dal porto abusivo e detenzione di armi alla rapina, dalle lesioni personali alla tentata violenza sessuale a scopo di rapina, dall'usura aggravata all'associazione per delinquere. Secondo le ricostruzioni degli investigatori aveva rapporti anche con la mafia calabrese. Questa mattina la guardia di finanza ha sequestrato tutto il suo patrimonio, 3,5 milioni di euro: 17 appartamenti, 6 automobili, 2 cassette di sicurezza e i conti correnti suoi e dei familiari. Al fisco, come reddito, dichiarava appena 19mila euro.
Decisive nell'indagine è stata la rilettura di vecchie intercettazioni telefoniche in cui l'uomo raccontava la bravura dei romani nel compiere rapine. "Le rapine a Napoli non le sanno fare per niente. Le rapine serie ci vogliono sempre questi di Roma per farle a Napoli. A Napoli, in Calabria…sono ottusi, non le sanno fare per niente! … i napoletani, i calabresi, quando hanno da fare un lavoro serio dove ci sono i soldi, lavoro tipo un blindato o una cosa del genere, vengono sempre qui a Roma… La gente brava è quella che non fa ‘succedere' i morti. Poi se deve succedere, oh, la vita mia con quella di quell'altro…è meglio quella di quell'altro".