Selfie hot tra gli studenti romani: 3 su 10 ritratti in pose hard

Selfie hot, scatti provocanti con comportamenti sessuali espliciti. Tre ragazzi romani su dieci, secondo il Ceis, avrebbero posato per scatti del genere. Il 22 per cento di loro, soprattutto ragazzi di terza media, scommette online e rischia la ludopatia, cioè la dipendenza da gioco d’azzardo. Lo rivelano i dati presentati questa mattina in occasione del convegno ‘Selfie: l'immagine imprigionata e violata dei giovani adolescenti', promosso dal Ceis Don Picchi in collaborazione con Roma Capitale per la prevenzione dell'illegalità minorile mediante azioni di peer education nelle scuole. I dati del rapporto si basano su un campione di 3.000 studenti dai 7 ai 20 anni che frequentano 14 scuole di Roma. I quartieri monitorati sono Torre Angela, Tor Bella Monaca, San Basilio, Tiburtino Corviale e Magliana, in cui ai ragazzi sono stati somministrati questionari anonimi. Secondo i dati del Ceis, 9 ragazzi su 10 sono connessi a internet quotidianamente e il 60 per cento di loro è sul web anche di notte sui loro smartphone. La connessione è utilizzata soprattutto per comunicare con gli amici. Il 90 per cento dei ragazzi ha un profilo Facebook e un account WhatsApp.
"Questi dati – ha spiegato Roberto Mineo, presidente del Ceis – sono un campanello d’allarme e disegnano un quadro degli adolescenti romani che preoccupa. Occorre assolutamente fare rete con le forze dell’ordine, la scuola, l’associazionismo e le famiglie per tutelare i più giovani. In particolare, in tale contesto, la famiglia ha un ruolo centrale, ma non possiamo lasciarla sola. Non siamo contrari ad internet ai telefonini, ma occorre aiutare i giovani a farne un uso corretto".
"La nostra preoccupazione – ha concluso Mineo – è per i ragazzi e le ragazze che spesso cadono vittime del web entrando in una spirale pericolosa che spesso porta a vere e proprie dipendenze: gioco, droga e sessualità distorta. Il progetto ‘Pari&Impari' vuole offrire uno spaccato reale della situazione per potere prevedere politiche educative adeguate anche ai tempi e ai nuovi modi di comunicare ed interagire dei giovani".