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Scontro tra treni nel 2006, il macchinista condannato a cinque anni di reclusione

I giudici hanno assolto, per non aver commesso il fatto, tre persone che all’epoca dei fatti erano dirigenti della Metropolitana di Roma. Nell’incidente morì una 30enne e rimasero ferite oltre 400 persone.
A cura di En.Ta.
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Angelo Tomei, macchinista, è stato condannato a cinque anni di reclusione con l'accusa di omicidio colposo, disastro ferroviario e lesioni gravissime i reati contestati. Lui era alla guida della metropolitana che il 17 ottobre 2006  tamponò un altro treno all'altezza della fermata Vittorio Emanuele. In quell'incidente morì Alessandra Lisi, 30 anni, e altre 452 persone rimasero ferite. La prima sezione del tribunale di Roma ha condannato oggi il macchinista del treno ma ha assolto, per non aver commesso il fatto, tre persone che all'epoca dei fatti erano dirigenti della Metropolitana di Roma: Gennaro Antonio Maranzano, responsabile dell'area esercizio e produzione, Roberto Gasbarra, responsabile del coordinamento del movimento metropolitane, e Ernesto De Santis, capo servizio Metro A. Angelo Tomei è stato anche interdetto in perpetuo dai pubblici uffici ed interdetto legalmente per tutta la durata della pena inflitta. Il macchinista dovrà anche risarcire i danni alle costituite parti civili con giudizio che si svolgerà in separata sede.

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