Saracinesche abbassate a Cerveteri per Marco Vannini
in foto: Saracinesche abbassate a Cerveteri per Marco Vannini

Alle 18 in punto di oggi tantissimi commercianti di Ladispoli hanno abbassato le saracinesche dei loro negozi in segno di protesta nei confronti della sentenza d'appello del processo sulla morte di Marco Vannini. I giudici della corte d'Assise d'Appello hanno ridotto rispetto al primo grado la condanna per Antonio Ciontoli, che dovrà scontare 5 anni per omicidio colposo. In tanti a Ladispoli hanno voluto mostrare vicinanza alla famiglia di Marco, alla mamma Marina prima di tutti, chiudendo i loro esercizi commerciali e lasciando praticamente al buio, questa sera, le vie commerciali della città. Davanti a molti negozi  di Cerveteri, il paese dove Marco è nato e vissuto, sono state accese candele e tanti hanno appeso all'ingresso cartelli con scritto: "Chiuso per Marco Vannini", "Verità e giustizia per Marco", "Non in mio nome".

Per mostrare vicinanza alla famiglia di Marco ieri il sindaco di Ladispoli, Alessandro Grando, ha fatto sventolare una bandiera nera sulla facciata del municipio accanto all'immagine di Vannini. "È il simbolo della rabbia della nostra città per una sentenza vergognosa, che oltraggia la memoria di Marco e la sofferenza di Marina e Valerio. Una bandiera nera in segno di lutto, perché è come se Marco Vannini fosse stato ucciso per la seconda volta. Vogliamo giustizia!". Bandiere a mezz'asta anche a Cerveteri, con il sindaco Alessio Pascucci che dice: "Con questo stato non possiamo sentirci tutelati. In questo momento non c'è fiducia nelle istituzioni e noi che le rappresentiamo facciamo fatica. Ci sembra lieve la sentenza per il dramma di una ragazzo che muore in una casa dove invece doveva essere protetto. Queste cose minano la credibilità delle istituzioni – dice ancora – Invito tutti i sindaci d'Italia ad un gesto come il nostro: le bandiere a mezz'asta. Perché in questo momento sembra che la giustizia sia morta".