"Parlo di Ultimo con gli amici, ma con i giornalisti non ci parlo perché qualsiasi cosa ha detto Ultimo è stata rigirata in una certa maniera. Qui in quartiere troverai un sacco di persone che ti dicono che conoscono Ultimo, ma visto che siamo fortemente suoi amici se lui non parla non parliamo neanche noi". Qui a San Basilio, periferia Nord-Est di Roma, stanno tutti con lui dopo le polemiche contro la giuria che lo ha escluso dalla vittoria del Festival di Sanremo, ribaltando il giudizio del voto popolare, e consegnando il primo posto a Mahmood.

"Deve fare solo questo non buttarsi giù e continuare ad essere Ultimo", dicono per incitarlo. Perché qui in tanti lo hanno visto crescere, tra i lotti e i bar: "È un ragazzo che si conosce nel quartiere non solo per la storia di Ultimo. – spiega un coetaneo – Un ragazzo che sa stare in mezzo alla gente per farla stare bene, un ragazzo d'oro. Vederlo così arrabbiato sapendo chi è lui, siamo rimasti male anche noi. È stata una vera e propria ingiustizia nei suoi confronti".

 

E nessuno sembra avere dubbi: l'attacco al sistema di voto, e in particolare al giudizio della sala stampa e alla giuria d'onore espresso direttamente in conferenza stampa, è stato più che giusto. "Penso abbia ragione, soprattutto quando ha detto che i giornalisti hanno avuto così il loro momento di gloria", racconta un signore. Una reazione quella del secondo classificata che sarebbe stata dettata dal fatto di essere, come si dice a Roma ‘de core': "Se ha fatto bene? Certo che ha fatto bene, chiunque è una persona di pancia avrebbe fatto così. Magari con il senno di poi, ragionando un pochino di più, con l'esperienza avrebbe detto una parola di meno".