Sanità, ecco il modello Lazio: “Basta tagli, più posti letto”

"Finalmente il Lazio ha una visione nuova del proprio modello sanitario. Dopo 8 anni di tagli, noi oggi abbiamo presentato qui il nuovo modello Lazio della sanità”. Il presidente della Regione Nicola Zingaretti annuncia con queste parole il piano di riordino degli ospedali del Lazio. “Al centro, il concetto che gli ospedali devono svolgere funzione ospedaliera specializzata per i pazienti gravi e una rete territoriale che nel Lazio non c'era e che stiamo ricostruendo. È molto importante perché vuol dire prepararci all'uscita dal Commissariamento non distruggendo ma innovando la sanità, non umiliando i territori ma riorganizzando la rete", ha aggiunto Zingaretti. Molte le misure presentate questa mattina dal presidente della regione e dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Dopo tanti anni nel Lazio non si parla più di tagli di posti letto, ma di ridistribuzione. Con Roma che rinuncia a 237 letti proprio per rafforzare l’hinterland e soprattutto le altre quattro province.
Sanità, il piano di riordino degli ospedali nel Lazio
Il sistema sanitario del Lazio conterà su 21.611 posti letto, cui 17.581 per acuti e 4.030 post acuti, con un rapporto di 2,99 posti letto per 1.000 abitanti per acuti e 0,69 per i post acuti. Per quanto riguarda la città di Roma, tra le misure principali ci sono la trasformazione dell'ospedale San Filippo Neri in presidio dell'Asl RmE, la riconversione del Nuovo Regina Margherita in Casa della salute, l’apertura dell'Onco-ematologia all'ospedale San Giovanni. E poi ancora l'ospedale odontoiatrico George Eastman che viene integrato con l'Umberto I, il Cto viene rilanciato come polo specialistico per la riabilitazione; viene potenziata l'offerta di posti letto di lungodegenza al Cpo di Ostia, che passa da 23 a 42 posti letto; disattivazione dell'Unità operativa di oncologia del Sant'Eugenio e trasferimento del relativo personale; disattivazione presso il Pertini dell'Unità operativa di Neurochirurgia con trasferimento del personale presso la Neurochirurgia del San Giovanni; disattivazione della Chirurgia plastica con contestuale trasferimento del personale al San Camillo.
Secondo Zingaretti, con questo piano "aumenta la qualità delle cure, aumenterà e si diversificherà l'offerta e i conti tornano in ordine. Vogliamo aggredire la migrazione dei territori verso Roma, frutto di una desertificazione dell'offerta". Il governatore ha concluso il suo intervento ribadendo l’uscita dal commissariamento della sanità regionale: "A dicembre 2015 confermiamo l'obiettivo disavanzo zero", ha promesso Zingaretti.