Marco Baldini
in foto: Marco Baldini

Tassi altissimi, che crescevano anche del 20 per cento ogni settimana. Tutti i clienti della banda di usurai avevano difficoltà a ripagare i loro debiti. Tutti compreso Marco Baldini. C'era anche il conduttore radiofonico, infatti, tra le vittime dell'organizzazione criminale attiva a Roma e spazzata via grazie a un'indagine coordinata dalla procura. L'ex spalla di Fiorello era finito da tempo nel mirino di uno degli usurai, che gli chiedeva sempre più insistentemente di ridargli il denaro prestato a strozzo: "Io ti dico se dopo il 21 agosto torno a Milano, mi fanno il bonifico, il 22 o 23 io li ho. Io sarei in grado di poterteli dare, penso 2200 ma anche se non sono 2, tipo 3000 toh!, cioe' 2500-3000 sicuri… quelli ce l'ho sicuri!", tentava di giustificarsi Baldini in una delle conversazioni intercettate. "Marco, poi finiamo come sempre", gli rispondeva l'usuraio Sergio T., uno dei dieci strozzini che oggi sono finiti in manette. "No, no, non ci accumuliamo, è solo perché c'è agosto di mezzo, io calcola che parto da zero", sosteneva la vittima.  "Come dici tu, al 21 o 22, eh… ho qualche difficoltà ma lo devo fa… se non ce l'hai non ce l'hai. Che devo fa?", rispondeva ancora l'usuraio.

Sgominata banda di usurai a Roma, tra le vittime Marco Baldini

L'organizzazione, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, era attiva soprattutto nei quartieri di Centocelle e Montesacro, ma anche a Tivoli e ad Anzio. Nessuna delle vittime ha avuto il coraggio di denunciare, nonostante chi non rispettava i patti veniva minacciato o intimorito dalla banda. In un caso un uomo di 60 anni è stato preso a calci e pugni perché non aveva rispettato i termini per la riconsegna dei soldi. Ha riportato ferite giudicate guaribili in trenta giorni. "L'inchiesta rappresenta l'ennesima conferma che l'usura è un fenomeno ormai sistemico che con le solite modalità crea un mercato finanziario parallelo, potendo contare sull'appoggio di settori della criminalità organizzata e infiltrandosi nelle attività economiche lecite",ha spiegato il procuratore aggiunto Lucia Lotti.

Il nome di Baldini era finito anche nelle carte di un'inchiesta sul clan dei Casamonica. Anche in quel caso Baldini era considerato una presunta vittima di usura. "Usura? Estorsioni? Voi siete matti, non è accaduto nulla. Ripeto che non mi sono mai sentito vittima di usura. Casamonica non mi ha mai minacciato e non mi ha chiesto soldi", aveva commentato il conduttore radiofonico.