Roma Tpl, terzo giorno di sciopero per gli autisti dei bus: attive 11 linee su 103

Prosegue la protesta dei lavoratori di Roma Tpl, l’azienda che gestisce le linee di autobus periferiche di Roma. Questa mattina ancora disagi per i pendolari e dalle informazioni che arrivano, sarebbero attivi sono 11 collegamenti sui 103 totali gestiti da Roma Tpl. Il servizio è regolare soltanto per: 044, 048, 049, 053, 055, 056, 059, 314, 349, 404 e 437. La situazione in tempo reale si può seguire sul portale dell'Agenzia per la Mobilità muoversiaroma.it .
I lavoratori scioperano da due giorni perché, dicono, “da mesi non prendono lo stipendio”. Una situazione che sembrava essersi sbloccata dopo l’annuncio di ieri sera del commissario straordinario di Roma, Francesco Paolo Tronca, che aveva parlato di nuovi fondi per l’azienda. “L’amministrazione capitolina, entro il 30 novembre, liquiderà l’importo di 12 milioni relativi al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro della società Roma Tpl per l’annualità 2015”, avevano fatto sapere dal Campidoglio. “Terminate le procedure necessarie alla redazione della delibera di riconoscimento del debito fuori bilancio, saranno erogati anche i 32 milioni relativi agli oneri aggiuntivi connessi al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro relativi agli esercizi pregressi. È stato, inoltre, già autorizzato lo sblocco della cessione del credito della società Roma Tpl, per un importo pari a circa 5,5 milioni”, continuava la nota.pend
Gabrielli: "Immorale lavorare senza stipendio"
"Credo che sia immorale che le persone non percepiscano lo stipendio svolgendo correttamente la propria attività. Sulla vicenda io mi sento molto vicino ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali e anche alla proprietà. Qui c'è una chiarissima responsabilità da parte dell'amministrazione comunale che deve mettere i soldi per pagare gli stipendi. Quello che so è che il commissario ha reperito queste risorse. Questa è la base da cui necessariamente dobbiamo ripartire". Cosi il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, che ha aggiunto: "Purtroppo molto spesso i lavoratori hanno come unico strumento quello di sospendere il servizio ma non stiamo parlando di cose stratosferiche ma solo del legittimo diritto a veder riconosciuto lo stipendio".
