Foto La Presse
in foto: Foto La Presse

Sei auto Enjoy in fiamme a distanza di pochi giorni a Roma. Come riporta Il Corriere della Sera, la procura che indaga per danneggiamento ha deciso di valutare se all'origine dell'atto incendiario che ha coinvolto i mezzi di car sharing ci sia matrice la terroristica. Sul caso stanno indagando i carabinieri del Ros, il Raggruppamento operativo Speciale dell'Arma, secondo i quali è possibile che dietro ai diversi casi di vandalismo ci siano gruppi anarchici. Le sei auto Enjoy sono state date alle fiamme trascorso circa un anno dalla manifestazione di protesta contro Eni a Milano. Il 5 maggio scorso centinaia di persone sono scese in strada in un corteo contro Eni "le sue devastazioni e le sue guerre " e contro la politica di "sfruttamento delle multinazionali verso Paesi come l'Africa. In quel frangente i manifestanti hanno sfilato dalla stazione centrale a via Imbonati portando uno striscione con un cane a sei zampe, simbolo dell’Eni, decapitato.

Corteo degli anarchici contro Eni a Milano

"Il governo italiano finanzia i campi di concentramento in Libia e le milizie che li gestiscono, l'Eni e le altre imprese di bandiera cercano di preservare e allargare i loro affari, ricorrendo a qualunque signoria della guerra locale, jihadisti compresi" sono le ragioni della manifestazione dello scorso anno spiegate in rete dagli anarchici in rivolta. "Il razzismo di Stato afferma apertamente che per salvare la democrazia bisogna rinchiudere i migranti a casa loro (eccezion fatta per quelli da selezionare per il capitalismo nostrano). Mentre la politica internazionale di rapina sversa anche qui i suoi prodotti, dallo sfruttamento alle devastazioni ambientali (vedi TAP), in Niger si allarga il conflitto sociale contro le missioni occidentali" si legge in un altro passaggio.