Roma, record di appalti senza gara. Marino si difende: “Non c’era un bilancio”

Nei primi 18 mesi della giunta guidata da Ignazio Marino, gli affidamenti di lavori, servizi e forniture ad aziende si sono svolti quasi tutti senza gara d'appalto. Circa 9 su 10, precisamente l'89,7 per cento del totale. Cinquanta punti in più rispetto all'ultimo periodo dell'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. Lo ha rivelato in un'intervista al Sole 24 Ore, il presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, che ha parlato di “numeri abnormi”. “La giunta Marino ci ha dato un elenco di venti gare e cento affidamenti diretti senza spiegare perché ce li ha dati. Da un primo esame il piano anticorruzione del Comune è assolutamente insufficiente”. A Cantone, Marino aveva consegnato una lista di appalti sospetti sui cui indagare e verificarne la correttezza delle procedure di affidamento. Un incontro positivo secondo il medico genovese:”Gli apprezzamenti di Raffaele Cantone, quando ci incontrammo in Campidoglio, sono stati molto lusinghieri”, dice il sindaco.
La difesa del sindaco
Marino ha confermato il dato sugli appalti, ma si è difeso sostenendo che Roma, negli anni in cui al governo della città c'era Alemanno, “non aveva un bilancio”. “La spiegazione va ricercata nel fatto che Roma era se non nell’illegalità, certamente non nell’appropriatezza contabile”, è la difesa dell'attuale primo cittadino. “Roma non aveva un bilancio, il sindaco Alemanno aveva ritenuto di amministrare la Capitale d’Italia in dodicesimi. Era un metodo, nella migliore delle ipotesi disordinato, nella peggiore un metodo che poteva esporre a fenomeni di illegittimità contabile. Altri giudizi sull’era Alemanno, non ne posso dare: c’è la magistratura”, conclude così Marino.
La risposta di Gianni Alemanno è affidata a un twit: “Con Marino boom di affidamenti diretti senza appalto e lui si difende addossando la colpa a me. Ma vi pare?”, ha scritto sul suo profilo l'ex sindaco.