Oltre 200 tra utenti in cura, volontari, medici, operatori sociali e psicoterapeuti di Villa Maraini hanno protestato ieri mattina davanti alla sede della ASL Roma 3 a Casal Bernocchi, per ribadire la necessità di liberalizzare le cure, semplicemente attuando la legge nazionale Antidroga 309/90. La Fondazione chiede che la Regione riscriva il regolamento, togliendo le limitazioni che sono state imposte alla struttura

La riduzione del metadone

La protesta è partita dopo l'arrivo di una  lettera recapitata per PEC, dalla ASL Roma 3 che imponeva ai medici di Villa Maraini di ridurre drasticamente le somministrazioni di metadone presso l’Ambulatorio. Un colpo durissimo inferto unica struttura a Roma dedicata a chi ha problemi di dipendenza, aperta H24 365 giorni all’anno e che cura ogni giorno oltre 300 persone che vogliono uscire dal problema della droga.

“Non ci fermeremo fino a quando non verrà applicata anche nella Regione Lazio la legge nazionale 309/90 che già prevede art.113 – 1) “ parità dei servizi pubblici per l’assistenza ai tossicodipendenti e delle strutture private accreditate” ed all’art. 116-1) “…libera scelta di ogni singolo utente” di decidere dove curarsi e secondo l’art. 118-2 b) che i centri antidroga siano aperti sempre perché il “servizio deve svolgere la sua attività nell’arco completo delle 24 ore” dichiara da Sarajevo Massimo Barra fondatore di Villa Maraini, impegnato nella Conferenza Mediterranea della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Una delegazione della Fondazione capeggiata dal Presidente Gabriele Mori, è stata ricevuta dal Direttore Generale della ASL de Salazar, che ha disposto la revoca delle limitazioni contenute nella lettera, comunicando che giovedì prossimo 11 aprile presso la Regione Lazio, si aprirà un tavolo di lavoro per riscrivere il regolamento regionale in merito ai protocolli di cura dei tossicodipendenti.