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Roma, l’Almone straripa due volte in due giorni: decine di animali morti affogati

Il fiume aveva straripato già ieri e oggi, dopo sole 24, ha rotto di nuovo gli argini allagando un’abitazione, una rivendita di auto usate, ma soprattutto un allevamento di animali vari e cavalli.
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“Ero un imperatore e ora sono un poveraccio. Me ne andrò a pulire vetri al semaforo”. È la reazione di Salvatore Bonanno, proprietario dell’allevamento di animali che oggi è stato invaso dall’acqua. Cani, caprette, maialini, cavalli. Sono decine e sono tutti affogati nei loro recinti per l’esondazione dell’Almone nel tratto tra via Appia Antica,porta San Sebastiano e via Ardeatina. Il fiume aveva straripato già ieri e oggi, dopo sole 24, ha rotto di nuovo gli argini allagando un’abitazione, una rivendita di auto usate, ma soprattutto un allevamento di animali vari e cavalli. L’azienda utilizzava li utilizzava per spettacoli equestri: si chiamavano “I cavalieri del Quo vadis”. “Non e” la prima volta che succede. – ha raccontato Bonanno- A causa dell”alluvione del 2008 abbiamo avuto 2 milioni di danni. Ora ci risiamo, ma la colpa non è mai di nessuno. La verità è che nessuno ha fatto le pulizie agli argini dell’Almone per anni, né manutenzione dei ponticelli che fanno da tappo e poi esplodono. In questi anni ho sentito tante belle parole ma non ho visto alcun fatto”.

Da molti mesi gli attivisti del Comitato Parco della Caffarella avevano lanciato l'allarme denunciando la possibilità di esondazioni. Lo avevano fatto nel corso di incontri in Regione e in Comune e lo avevano ribadito anche durante la giornata organizzata da Italia Nostra all’ex Cartiera Latina. Ma nessuno li ha ascoltati. Proprio due giorni fa, prima delle esondazioni, il Corriere della Sera aveva scritto dell’Almone: per gli antichi Romani era fiume sacro. Ora è un ruscello dimenticato che è diventato una fogna e una discarica a cielo aperto. Il corso d’acqua scende dai Colli Albani e scorre giù fino a Roma attraversando il parco regionale dell’Appia Antica. Per metterlo in sicurezza, scrive il Corriere, servono 5 milioni di euro. Una cifra calcolata dalla Direzione Regionale Ambiente.

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