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Roma, dimenticano pinza di 30 cm nella pancia di una paziente: medici a processo

Il tribunale di Roma ha deciso di rinviare a giudizio 5 medici dell’ospedale San Camillo, responsabili di aver ‘dimenticato’ nello stomaco di una paziente uno strumento chirurgico lungo 30 centimetri. I fatti risalgono all’estate del 2011 quando una donna di 65 anni si sottopone ad un intervento chirurgico all’addome nel noto ospedale romano.
A cura di Va.Re.
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Il tribunale di Roma ha deciso di rinviare a giudizio 5 medici dell'ospedale San Camillo, responsabili di aver ‘dimenticato' nello stomaco di una paziente uno strumento chirurgico lungo 30 centimetri. I fatti risalgono all'estate del 2011 quando una donna di 65 anni si sottopone ad un intervento chirurgico all'addome nel noto ospedale romano, affidandosi ad una rinomata equipe per farsi praticare una ‘emicolectomia', ovvero l'asportazione di una parte del colon. Nessuno, tra le cinque persone presenti in sala operatorio, si accorge di quella pinza lasciata lì, nella pancia della paziente, che viene così dimessa. Ma nei giorni successivi la donna avverte dolori lancinanti all'addome, dolori non attribuibili ad un normale decorso post operatorio. Tanto che la donna è costretta a correre al pronto soccorso dove una radiografia svela il mistero mostrando lo strumento chirurgico ‘dimenticato'.

Così la donna è costretta a sottoporsi ad un nuovo intervento chirurgico d'urgenza, che per fortuna si risolve con successo e senza ulteriori complicazioni. Ma appena uscita dall'ospedale la 65enne va dritta a sporgere denuncia contro l'equipe medica che l'ha operata la prima volta. Il primario coinvolto nel caso, D.A., fu sospeso dal servizio dopo questa ed altre denunce a suo carico.

Il comportamento dei medici per il pm Pisani, che ha formulato l'accusa, avrebbe causato alla donna "lesioni personali guaribili in un tempo non superiore a 40 giorni", così con il loro comportamento avrebbero provocato, come riporta l'edizione odierna de il Messaggero "le lesioni in questione, consistite nell'occlusione intestinale secondaria all'abbandono nella cavità addominale di un paio di pinze chirurgiche che imponeva l'esecuzione di un nuovo intervento di chirurgia finalizzato alla rimozione del corpo estraneo".

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