Roma, chiuso centro culturale ‘Le Mura’ a San Lorenzo, i responsabili: “Linea repressiva”

"È con enorme dispiacere che comunichiamo ai nostri amici e soci che tutte le attività dell'associazione culturale Byron Bay sono temporaneamente sospese". Così il centro culturale ‘Le Mura' a San Lorenzo, che ha dato la notizia della chiusura di un punto d'incontro di tanti giovani in un post pubblicato su Facebook. "Lo scorso venerdì la polizia locale ha notificato una disposizione di chiusura con cessazione immediata delle attività, obbligandoci ad interrompere la serata e ad abbassare le serrande – si legge nel post – Le motivazioni addotte ci sono note soltanto in parte: principalmente ci viene contestata la natura e la finalità culturale dell'associazione". ‘Le Mura', ha una media di trecento concerti l'anno di musica originale, eventi teatrali, decine di presentazioni letterarie, eventi sportivi, iniziative di solidarietà e di divulgazione scientifica, come spiegano i responsabile del centro. Secondo le informazioni apprese, i provvedimenti sarebbero stati presi a seguito dei gravi fatti di cronaca avvenuti lo scorso ottobre nel quartiere di San Lorenzo, a seguito dell'omicidio di Desirée Mariottini , la 16enne drogata, stuprata e uccisa , trovata morta in uno stabile abbandonato in via dei Lucani.
Da quel momento, come hanno confermato anche i residenti del quartiere, i controlli sulle associazioni e le attività si sono sono aumentati "arrivando alla media di uno a settimana, oltre la ragionevole e legittima necessità di accertamento" si legge nel post. Poi, l'attacco al Comune di Roma: "La linea repressiva adottata dall'Amministrazione, senza il benché minimo tentativo di aprire un tavolo di confronto, mostra ancora una volta la distanza che c'è tra le autorità e le persone". Una misura che, secondo quanto affermano i responsabili del centro, è stata presa in un momento cruciale: "Sembra esserci un intento specifico nel voler desertificare San Lorenzo, quando a necessità dovrebbe essere quella opposta, quella di poter uscire e incontrarsi, vivere il quartiere, essere una comunità".