Un badante ha abusato sessualmente di un quindicenne disabile ed è stato condannato a sette anni di reclusione. L'episodio è accaduto a Roma e risale a due anni fa. Approfittando della sua professione e dell'amicizia con la famiglia, ha messo in atto la violenza contro il giovane affetto da un parziale ritardo psicomotorio. Come riporta Il Corriere della Sera questa la decisione della quinta sezione collegiale, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero nei confronti del cinquantaseienne arrestato nel 2017 e destinatario da una misura di custodia cautelare ai domiciliari.

Badante stupra un quindicenne disabile

I fatti risalgono a due anni fa, quando i genitori dell'adolescente si sono affidati all'uomo, affinché si prendesse cura di loro figlio. La coppia si fidava, era un amico di famiglia, lo conoscevano bene ed erano convinti che il giovane si trovasse in buone mani durante la loro assenza da casa. Una scelta compiuta anche alla luce del fatto che il cinquantaseienne aveva assistito in passato un parente con problematiche simili e i genitori credevano che avesse la capacità, la pazienza e la premura di occuparsi di loro figlio.

La denuncia e l'arresto

Ma il ragazzo, confidandosi con un professore a scuola, gli ha raccontato che il suo badante lo ha molestato ripetutamente e stuprato. Le violenze avvenivano quando i genitori non erano in casa e l'uomo, invece di prendersi cura di lui, tentava spesso un approccio sessuale, fino a quando lo ha messo in atto. Una vicenda drammatica della quale sono venuti a conoscenza i genitori e le forze dell'ordine. Poi l'arresto, dopo la segnalazione in Procura e il processo. Assistito dal suo avvocato difensore l'imputato ha respinto le accuse.