Regione Lazio, arrivano i tagli agli stipendi dei dirigenti

Gli amministratori delle società controllate della Regione Lazio non potranno guadagnare più dei consiglieri regionali. Dopo che il presidente Nicola Zingaretti aveva annunciato questa mattina il piano di spending review, “un miliardo di risparmi in due anni”, ecco il primo provvedimento varato dal consiglio regionale: votato e approvato con parere favorevole, a maggioranza, della IV commissione Bilancio, partecipazione, demanio e patrimonio, programmazione economico-finanziaria presieduta dal democratico Mauro Buschini. E così i compensi degli amministratori dell'Agenzia regionale per la mobilita' (Aremol), dell'Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione dell'agricoltura nel Lazio (Arsial), dell'Agenzia regionale per i trapianti e le patologie connesse (Art), dell'Istituto regionale per gli studi giuridici del Lazio "Arturo Carlo Jemolo", dell'Istituto per le Ville Tuscolane (Irvit), dell'Ente per il diritto agli studi universitari del Lazio – Laziodisu e dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale del Lazio (Arpa) non potranno essere superiori al trattamento annuo dei consiglieri regionali, pari a 133.200 euro lordi.
Secondo la legge regionale numero 4 del 2013 infatti “il trattamento economico non può eccedere complessivamente l’importo di euro 11.100,00 lordi per i consiglieri regionali e gli assessori, anche non componenti del Consiglio regionale, e l’importo di euro 13.800,00 lordi per il Presidente della Regione e del Consiglio regionale”. I tetti massimi dell'indennità annua lorda da corrispondere ai dirigenti degli enti regionali varieranno al variare delle dimensioni degli stessi. Come ha spiegato in commissione l'assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, sono stati individuati tre indicatori, sulla base dei quali le aziende controllate dalla Regione saranno classificate in tre fasce. Agli amministratori degli enti di prima fascia, vale a dire con indicatori più alti negli ultimi tre esercizi finanziari, è applicato un limite retributivo pari al 100 per cento del trattamento economico dei consiglieri regionali. Per gli amministratori degli enti di seconda fascia il limite retributivo è pari al 50 per cento, mentre per quelli degli enti di terza fascia è pari al 30 per cento.