Sono tredici le persone rinviate a giudizio per falsa testimonianza nell'ambito del processo di primo grado al cosiddetto "Mondo di Mezzo". La prima udienza si terrà il 13 novembre davanti alla settima sezione penale. Tra gli imputati ci sono anche Antonio Lucarelli, fedelissimo ed ex braccio destro del sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’ex direttore del dipartimento promozione dei servizi sociali del Comune di Roma, Scozzafava, e la deputata del Pd Micaela Campana che in aula disse per 39 volte "non ricordo". Sono stati il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, gli aggiunti Paolo Ielo e Michele Prestipino, e il pubblico ministero Luca Tescaroli a sollecitare la richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati. Il giudice per l'udienza preliminare Costantino De Robbio ha invece prosciolto dalle accuse Biagio Campanale, Maurizio Mattei, Maurizio Franchini e Angelo Chiorazzo.

Le presunte false testimonianze dell'inchiesta Mondo di Mezzo

Secondo quanto scritto nelle carte, Antonio Lucarelli "ha affermato, contrariamente al vero, di non conoscere Massimo Carminati, di non essere mai stato contattato dallo stesso nel periodo in cui ha svolto le mansioni di capo segreteria di Alemanno, di non aver subito da Carminati alcuna intimidazione e di aver avuto rapporti conflittuali con Salvatore Buzzi che, poi, ridimensionava nella rilevanza". Micaela Campana, invece, avrebbe negato circostanze della sua vita politica e personale, e omesso i contatti che avrebbe avuto con Buzzi. Sono in tutto 39 i "non ricordo" pronunciati nell'aula di Rebibbia da Micaela Campana nella 128esima udienza del processo di primo grado dell'inchiesta Mondo di Mezzo. La presidente della Corte Rossana Ianniello ha più volte ripreso la deputata, dicendo che non era possibile che non ricordasse nulla. "Sono passati diversi mesi – disse Campana in aula – E faccio molte cose".