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Prima gli vomita nel taxi poi lo accoltella: il tassista è in gravi condizioni

L’episodio è accaduto su via Tiburtina, in corrispondenza della stazione metro Rebibbia. L’aggressore, un cittadino romeno, sarebbe già stato fermato e accompagnato al commissariato di zona.
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La sfortunata chiamata per Udine 35 è arrivata nella notte, alle 3.30 circa. Il cliente, forse ubriaco, sale sul taxi in via Tiburtina, zona Casal Bertone – Portonaccio. Poi perde il controllo, vomita nella vettura e accoltella il conducente dopo una violenta discussione. Il tassista si era presentato puntuale sotto casa del passeggero, un cittadino romeno. Il taxi si dirigeva fuori dal centro, ma all’altezza della stazione della metropolitana Rebibbia il cliente ha rimesso di stomaco sui sedili della vettura. L’autista ha protestato ed è iniziata una discussione fra i due, fino a quando il passeggero non ha estratto un coltello e ha colpito il tassista. Tre colpi: due all’addome e uno sulla coscia. Poi è scappato lasciando la vittima dell’aggressione in una pozza di sangue.

Qualcuno ha avvertito il 113 ed il 118 e il tassista viene trasportato in codice rosso all'ospedale Sandro Pertini di via dei Monti Tiburtini dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Ma non sarebbe in pericolo di vita. A preoccupare è la coltellata alla coscia, che ha sfiorato l'arteria femorale del tassista. Cominciano le ricerche dell'aggressore da parte delle volanti e delle autoradio dei commissariati San Basilio e Sant'Ippolito. Trovato il coltello all'altezza del civico 994 di via Tiburtina, l'aggressore sarebbe stato fermato poco dopo e accompagnato nel commissariato di zona. Arriva anche il commento delle strutture sindacali Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Fit Cisl taxi, Uil trasporti taxi e Ati taxi, che per prime hanno rivelato il fatto: "Questo ulteriore grave episodio, oltre a confermare lo stato di degrado in cui versa la Capitale d'Italia, fa palesemente capire come gli operatori del trasporto pubblico in generale, siano ormai abbandonati a se stessi, senza alcun tipo di tutela e garanzia per la propria incolumità fisica".

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