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Parla Federica, la ballerina che ha rinunciato ai suoi sogni per un errore medico

Parla Federica, la giovane promessa della danza italiana che a soli 17 anni si è ritrovata sulla sedie a rotelle. Colpa di un intervento chirurgico andato male al Policlinico di Tor Vergata. Ora il medico che l’ha operata è sotto processo ma la sua vita è irrimediabilmente cambiata.
A cura di Va.Re.
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Parla Federica, la giovane promessa della danza italiana che a soli 17 anni si è ritrovata sulla sedie a rotelle. Colpa di un intervento chirurgico andato male al Policlinico di Tor Vergata: la giovane aveva deciso di farsi operare una scoliosi che cominciava a pesargli durante gli allenamenti, mai avrebbe pensato di trovarsi disabile e di vedere i suoi sogni scivolargli tra le mani. Ora il medico che l'ha operata nel 2012 è sotto processo per lesioni colpose aggravate. "Sapete che la mia passione è il ballo – racconta oggi Federica dalle colonne del quotidiano il Messaggero – La prima cosa che ho fatto appena mi sono svegliata dall’anestesia è stata provare a muovere le gambe. Scoprire che non riuscivo a muovere la destra è stato un trauma enorme. Il momento peggiore, però, è stato quando ho capito che non avrei più camminato, tre mesi dopo l’intervento. Ora il peggio è passato, perché ho preso coscienza del fatto".

La ragazza racconta poi la fatica e il peso delle sedute di fisioterapia tutti i giorni, e quell'inguaribile passione per la danza che la porta tutti i giorni ad insegnare ballo nella palestra del paese dove abita, Rocca Priora, alle porte di Roma. "Spesso vado in sala, alla scuola di ballo dei miei genitori, a Rocca Priora, dove continuo a insegnare. A volte però non ce la faccio emotivamente e torno a casa. Puntavo a una carriera di ballerina, ho vinto dei trofei, sono arrivata seconda ai campionati mondiali di danza latina e ora i miei ragazzi sono arrivati quinti nello stesso campionato. Quando vado a vederli mi sento in mezzo a loro. Per il resto, molte altre cose sono cambiate – conclude il suo racconto a Riccardo di Vanna – Ho rinunciato all’università perché penso che avrei avuto delle difficoltà negli spostamenti. Una volta, quando andavo alle superiori, a Frascati, sono rimasta bloccata al quinto piano e alla fine sono dovuti venire i pompieri e calarmi per la tromba dell’ascensore".

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