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Mette il veleno nel biberon della figlia di tre anni: mamma accusata di tentato omicidio

Nel suo biberon la mamma metteva potenti dosi di Xanax, Lexotan o altri ansiolitici. La donna sarà processata con l’accusa di tentato omicidio aggravato nei confronti della figlia.
A cura di Enrico Tata
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Una bambina di appena tre anni ha rischiato di morire per avvelenamento. Nel suo biberon, come riporta il Messaggero, la mamma metteva potenti dosi di Xanax, Lexotan o altri ansiolitici. La donna sarà processata con l'accusa di tentato omicidio aggravato nei confronti della figlia. Per lei, hanno ricostruito gli inquirenti, era un modo per attirare l'attenzione del marito, per tenerlo vicino in un momento difficile del loro matrimonio. Le preoccupanti condizioni di salute della bambina, secondo la donna, avrebbero potuto rinsaldare il rapporto tra marito e moglie.

La piccola si è salvata solo grazie all'intervento dei medici dell'ospedale Bambino Gesù di Roma. Inizialmente è stata ricoverata per una trombosi alle vene superficiali all'ospedale Santobono di Napoli, ma i dottori del nosocomio partenopeo hanno deciso di trasferirla a Roma per alcuni accertamenti. Anche quando la bimba era ricoverata, la mamma ha cercato di avvelenarla e per questo, lo scorso dicembre, i sanitari del Bambino Gesù hanno sporto denuncia. Le analisi delle urine hanno confermato la presenza nell'organismo della piccola di sostanza psicotrope. All'inizio di gennaio la mamma è finita in manette con l'accusa di tentato omicidio, mentre le altre due figlie della donna sono state trasferite in una casa famiglia. Dagli accertamenti medici è emerso che la donna sarebbe affetta da sindrome di Munchhausen, che, come si legge nell'ordinanza di arresto, "è un disturbo che affligge i genitori, perlopiù madri, spingendoli ad arrecare un danno fisico al figlio per farlo credere malato così da attirare l'attenzione su di sé".

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