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Matrimoni gay, il Tar dice no: confermato l’annullamento delle trascrizioni

Respinta la richiesta di sospensione del decreto del prefetto presentata da due coppie gay. Proprio questa mattina, il sindaco di Roma aveva fatto ricorso al Tar del Lazio contro la decisione di annullare le trascrizioni dei 16 matrimoni celebrati all’estero.
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Almeno per il momento la decisione del prefetto di Roma è confermata. Il Tar del Lazio ha detto no alla sospensione dell’atto con il quale Pecoraro ha disposto l’annullamento delle trascrizioni dei matrimoni gay celebrati all’estero. E proprio nel giorno in cui il sindaco di Roma, Ignazio Marino, aveva notificato alla Prefettura e al ministero dell’Interno il ricorso al Tar del Comune di Roma. “Se il punto di riferimento è una legge del ‘95 che indica un pericolo per l’ordine pubblico nella trascrizione di matrimoni celebrati all’estero, noi riteniamo che questo pericolo non ci sia. Aspettiamo fiduciosi la valutazione del tribunale amministrativo”, aveva detto Marino presentando il ricorso. La risposta negativa dei giudici però non si riferisce alle richieste del Campidoglio, ma a quelle di due coppie gay che si erano rivolte al Tar chiedendo una decisione provvisoria e urgente sull’annullamento delle trascrizioni. Nonostante i loro ricorsi fossero ancora in attesa della formale notifica, la sentenza è arrivata con due decreti monocratici: il presidente della I sezione ter del tribunale amministrativo, ha respinto le richieste delle coppie.

Resta quindi il decreto del prefetto, firmato il 31 ottobre scorso. Non ci sarà nessuna sospensione, almeno per il momento. Anche se il ricorso presentato dal Campidoglio deve ancora essere valutato dai giudici. Secondo la tesi dell’amministrazione capitolina “il decreto del Prefetto è stato assunto in carenza assoluta di potere e risulta comunque viziato da incompetenza, nonché da eccesso di potere sotto varie figure sintomatiche”. E quindi viene giudicato dal Campidoglio “nullo, illegittimo, ed errato”. “La normativa vigente – continua ancora il comunicato – non attribuisce affatto in capo al Prefetto stesso alcun potere di intervenire sugli atti di stato civile né, per derivazione, di ordinare l'annullamento delle trascrizioni. Nel caso specifico, infatti, né allo stesso Sindaco è dato intervenire, ma solo al Tribunale”.

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