La Regione Lazio ai medici: “Stop ricette illeggibili, scrivete in stampatello”

Quando un ragazzo deve scegliere la carriera universitari e ha una pessima grafia, non mancherà chi notandolo non resisterà dal dirgli: "Dovresti fare il medico". Ghirigori al posto delle firme, pastrocchi illeggibili e da decifrare, questo sono spesso le ricette firmate dai dottori. Così da oggi la Regione Lazio, visto l'alto numero di prescrizioni fatte internamente agli ospedali, invita i dottori che lavorano nelle strutture di sua competenza ad usare lo stampatello e non il corsivo per rendere le prescrizioni chiare e leggibili. La nuova disposizione è contenuta nelle nuove Linee guida della Regione Lazio per la gestione del rischio clinico in ospedale.
Secondo i dati presentati al convegno ‘Paziente sicuro in ospedale' 8 errori su 10 nella somministrazione della terapia sarebbero proprio da imputare a ricette equivocabili perché scritte male. "Il collega o l'infermiere non comprende la scrittura del medico che ha indicato la cura e questa viene modificata – ha spiegato Alessandro Boccanelli, presidente dell'Associazione Salute e Società Onlus e co- presidente della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (Sigce). Basterebbe scrivere sempre in stampatello sulle cartelle cliniche – aggiunge Boccanelli – per prevenire moltissimi guai, visto che proprio gli errori di prescrizione sono responsabili in un caso su due degli incidenti durante i trattamenti, mentre gli errori di somministrazione sono il 26% e quelli di distribuzione il 14%".