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“La corruzione è normale”, lo pensa il 73,6% dei piccoli e medi imprenditori del Lazio

Per il 73,6% dei piccoli e medi imprenditori intervistati per un sondaggio commissionato dalla Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, la corruzione sarebbe un fatto normale. La ricerca è partita all’indomani dell’emergere dell’inchiesta su mafia capitale.
A cura di Va.Re.
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Per il 73,6% dei piccoli e medi imprenditori intervistati per un sondaggio commissionato dalla Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa, la corruzione sarebbe un fatto normale. La ricerca ha preso il via all'indomani dell'inchiesta su mafia capitale: l'associazione di categoria voleva vederci chiaro sulla percezione e l'estensione dei fenomeni corruttivi nella Capitale. Dati sicuramente preoccupanti quelli raccolti dalla Cna, che in comunità però sottolinea che "non si sta affermando che tutti coloro che operano nelle pubbliche amministrazioni sono corrotti o collusi ma al contrario che seppur la quasi totalità degli attori coinvolti opera secondo le norme questo non esclude la presenza di mele marce che non operano secondo le regole allo scopo di trarre un proprio personale beneficio". "Un quarto delle piccole e medie imprese che hanno partecipato all'indagine dichiara di aver partecipato almeno una volta ad un appalto pubblico italiano o direttamente o come imprese subappaltatrice o nella doppia veste. – prosegue la nota – Di tali imprese, ben il 39,3% ha dichiarato di aver ravvisato nel comportamento dei propri concorrenti azioni tali da influenzare in modo improprio la procedura di affidamento mentre una percentuale pari al 31,3% non ha ravvisato alcun motivo per pensare ciò – si spiega – Ben il 29,5% delle piccole e medie imprese che hanno partecipato ad appalti pubblici non riescono a fornire un giudizio preciso evidenziando forse in tal modo una mancanza di trasparenza dei vari attori coinvolti"

Per la maggior parte dei piccoli e medi imprenditori del Lazio, il 55,1%, a concorrere alla corruzione sono "le norme poco chiare e disordinate che regolano l'attività della pubblica amministrazione il terreno fertile perchè la corruzione e la collusione possano fiorire". "A queste imprese se ne aggiunge un ulteriore terzo (il 30%) che riconosce a tale fattore un ruolo importante nel far fiorire i fenomeni di corruzione e/o di collusione – si spiega nel rapporto – Sostanzialmente nessuna delle imprese intervistate ritiene che tale fattori non abbiano alcun ruolo a tal fine". "Ma quali potrebbero essere le iniziative che se poste in atto potrebbero servire a contrastare efficacemente i fenomeni di corruzione e collusione all'interno delle pubbliche amministrazioni? – si chiede lo studio interpretando i sentimenti dei piccoli imprenditori – Innanzitutto, le piccole e medie imprese ritengono che per combattere efficacemente la corruzione e la collusione sia necessario aumentare, rendendoli più efficaci, i controlli. A questi dovrebbero poi seguire pene più severe e certe per coloro che hanno violato le norme".

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