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La cella è troppo stretta e il detenuto viene rimborsato: 8 euro per ogni giorno trascorso

L’ex detenuto si era appellato all’articolo 3 della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo lamentando l’inadeguatezza delle strutture penitenziarie in cui era ospitato. All’uomo sono stati riconosciuti 11mila euro complessivi per i 1378 giorni trascorsi in carcere.
A cura di En.Ta.
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Una stanza piccola in cui dormono quattro persone, condizioni igieniche precarie, scarsa illuminazione naturale, mancanza di privacy anche in bagno e uno spazio personale a disposizione inferiore ai tre metri quadrati che spetterebbero di diritto a ogni detenuto. Queste le caratteristiche di una cella al carcere Regina Coeli di Roma denunciate da un ex detenuto e riportate questa mattina da Il Messaggero. Per questi motivi a un cinquantenne, recluso per quattro anni nei carceri romani di Rebibbia e Regina Coeli per spaccio e reati contro il patrimonio, è stato riconosciuto un risarcimento dal giudice della seconda sezione del tribunale civile di Roma. L’ex detenuto si era appellato all’articolo 3 della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo lamentando l’inadeguatezza delle strutture penitenziarie in cui era ospitato. All’uomo sono stati riconosciuti 11mila euro complessivi per i 1378 giorni trascorsi in carcere: in pratica 8 euro per ogni giorno trascorso in cella. “Si tratta di un provvedimento importante perché stabilisce una volta per tutte la possibilità per il detenuto che abbia patito un trattamento disumano di rivolgersi direttamente al giudice civile per chiedere un risarcimento, così come stabilito dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”, dice l’avvocato Giuseppe Capparucci, legale dell’ex detenuto.

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