Incidente a Battistini, un nomade a La Stampa: “Guidavo io, ero ubriaco”

“Ero ubriaco da morire, ho visto le chiavi della macchina, l’ho presa, sono andato a prendere da bere al bar: acqua, grappa e birra. Poi mi sono diretto verso Battistini. Ho sentito le sirene dietro di me, ho cominciato a correre. Andavo come un matto. E poi ho fatto questo incidente sul marciapiede”. A parlare è Bahto Halilovic che a “La Stampa” ha raccontato, in una video-intervista, la sua versione dei fatti sul tragico incidente di ieri in cui otto persone sono state investite e una donna ha perso la vita. L’uomo è il padre, o almeno sostiene di essere il padre di uno dei ragazzi ricercati, quello che dovrebbe essere stato già identificato e di cui gli investigatori stanno seguendo le tracce. Il ragazzo dovrebbe essere anche il marito della giovane già arrestata ieri.
La versione dell’uomo è confusa, a tratti poco comprensibile. “Dopo l’incidente ho preso l’auto e sono tornato a casa”, spiega. Poi racconta che domani dirà tutto in tribunale, si prenderà tutta la responsabilità. Ma dice anche: “Mi hanno già liberato perché sto male”. Su quell’automobile, secondo Bahto, suo figlio proprio non c’era, ma poi aggiunge: “Ero ubriaco, proprio non ricordo”. Secondo la ricostruzione di uno dei giornalisti, all’uomo era stata ritirata la patente e per questo non avrebbe accostato e avrebbe invece accelerato fino a provocare quel tragico incidente di ieri sera nei pressi della metro Battistini. Secondo gli investigatori, che hanno già ascoltato l’uomo, la versione non sarebbe attendibile.
