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Ecco i mari più inquinati del Lazio: “Situazione critica in sei località”

In sei località della Regione, che rappresentano il 12 per cento del totale nazionale e sono tutte foci, i prelievi risultano inquinati da troppi anni. Lo documenta il rapporto 2016 della Goletta Verde di Legambiente.
A cura di En.Ta.
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Nel Lazio sono sei i punti dove il mare è fortemente inquinato. Lo documenta il rapporto 2016 della Goletta Verde di Legambiente. In sei località della Regione, che rappresentano il 12 per cento del totale nazionale e sono tutte foci, i prelievi risultano inquinati da troppi anni. Si tratta della foce del Fosso Grande ad Ardea, provincia di Roma, della foce del Tevere a Roma, del Marta a Tarquinia, provincia di Viterbo, del Rio Torto a Pomezia, Roma, del Chiarone a Montalto di Castro, Viterbo, e del Loricina a Nettuno, Roma. Questi sono i "malati cronici" del Lazio, cioè i punti di mare dove i prelievi sono risultati inquinati almeno 5 volte dal 2010 a oggi.

“Il mare del Lazio è inquinato dalle foci, e quindi dalla mancata depurazione. Un litorale fatto di splendide porzioni di costa è messo a dura prova dagli scarichi civili provenienti dai reflui dei comuni costieri e dell’entroterra. C’è bisogno di avviare un’azione determinata che veda coinvolti tutti gli stakeholders della blu-economy e quanti hanno a cuore la qualità ambientale", sono le parole di Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio. "Ai 24 comuni costieri ma anche a tutti quelli dell’interno, e ai gestori dei servizi idrici, spetta il compito di porre rimedio a tutte le falle nel sistema di gestione dei reflui, attraverso indagini e azioni di monitoraggio diretto che contrastino gli scarichi abusivi e facciano funzionare l’impiantistica esistente. Alla Regione chiediamo invece di avviare un percorso serio per arrivare presto ad un nuovo piano di tutela delle acque che dia gli strumenti adeguati alle amministrazioni per la gestione e la manutenzione degli impianti fognari. Inviamo a tutti gli enti competenti i risultati dei prelievi, mettendoci a disposizione per ogni azione che vorranno avviare nei prossimi mesi a difesa del mare”, conclude Sacchi.

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