Crollo di tre piani di un palazzo al Flaminio, lo stabile è ancora inagibile

A quasi tre mesi di distanza dal crollo, il palazzo di Lungotevere Flaminio 70 è ancora sotto sequestro e gli inquilini del palazzo dovranno aspettare ancora prima di poter far rientro nei loro appartamenti. La procura di Roma infatti ha respinto ieri l'istanza di dissequestro presentata dall'avvocato Gianluca Tognozzi, legale dell'amministratore dello stabile Vincenzo Marcialis. Lo scorso 22 gennaio tre piani interi del palazzo, il settimo, il sesto e il quinto, crollarono. Fortunatamente, grazie all'allarme lanciato da un'inquilina, non ci fu alcuna vittima né ferito.
Sul parere negativo alla richiesta, ha influito il giudizio espresso dai consulenti ha pesato il parere negativo espresso dai consulenti nominati dai pm nel corso dell'inchiesta sui motivi del crollo. Ci vorranno almeno altre due settimane per avere i risultati degli accertamenti e delle verifiche sulla stabilità della struttura. Nel parere esposto in procura gli ingegneri hanno scritto che "non possono ancora dirsi conclusi i rilievi di dettaglio delle strutture e le analisi dello stato dei luoghi. Le opere di presidio appaiono idonee alla rimozione dei pericoli di crolli più immediati ma certamente non hanno riportato lo stabile nelle condizioni di normale utilizzo, come peraltro indicato dallo stesso ingegnere Zeuli nominato dal condominio nella propria ‘integrazione al certificato di cessato pericolo' in cui indica una serie di prescrizioni e limitazioni d'uso".
