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Comunali Roma 2016, Marchini: “Il più grande urbanista? Per mio nonno era Mussolini”

Il candidato sindaco Alfio Marchini ha raccontato un aneddoto sul nonno ex partigiano nel corso di un incontro elettorale a Valle Giulia.
A cura di En.Ta.
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"Era il 1968, mio nonno viene invitato alla facoltà di Architettura a Valle Giulia. Gli hanno chiesto, alla fine della lezione, chi è il più grande urbanista in questa città? Ha risposto Benito Mussolini". Così Alfio Marchini, candidato sindaco alle prossime elezioni comunali di Roma, nel corso di un incontro a Valle Giulia con i candidati della lista Storace. "‘Voi siete giovani, disse, ma non perdete mai di vista la realtà'. Ed è per questa lezione che ho deciso di fare politica", ha aggiunto. E poi, sempre parlando del nonno, Marchini ha ricordato: "A mio nonno dicevo ‘puoi farmi leggere quanto ti pare Lenin, non voto comunista'. Però mi ha insegnato molto, come l'onore della parola e di diffidare dai tiepidi, quelli che non sai se sono di destra o sinistra".

Del nonno di Alfio Marchini, che porta lo stesso nome del candidato sindaco appoggiato da Forza Italia, il Corriere della Sera scriveva così:

Erede di una delle più famose imprese di costruzioni romane, quella dei fratelli Alfio e Alvaro Marchini, i palazzinari rossi. (…) Erano, Alfio e Alvaro, gli affaristi di fiducia del Partito comunista, quello di Togliatti. Al punto che completarono e donarono al partito la sede di via delle Botteghe Oscure. (…) Partigiano gappista con Antonello Trombadori, il vecchio Alfio Marchini era figlio di quel che chiamano “il generone” rosso, modeste origini, cuore in mano, un misto di furbizia e di generosità, fede comunista e fede cattolica, rapporti d’affari con il Vaticano, chiese e cliniche, osterie, messe e pugno chiuso, li chiamavano quelli di “calce e martello”.

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