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Colosseo, la Corte dei Conti esprime dubbi sui costi dei lavori di restauro

Si raccomanda all’amministrazione di dare impulso, in considerazione dei notevoli ritardi accumulatisi, all’attività di progettazione ed esecuzione dei lavori e di vigilare in ordine al rispetto dei tempi previsti”, raccomanda la Corte dei Conti.
A cura di En.Ta.
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Colosseo, Roma

La Corte dei Conti solleva qualche dubbio sul restauro del Colosseo.  I lavori sono iniziati tre anni fa e sono costati fino ad ora otto milioni di euro. A finanziarli è un gruppo Tod's di Diego Della Valle, che ha stanziato 25 milioni di euro. Poco più di un mese fa, il 30 luglio, si è conclusa la prima fase degli interventi. La Corte dei Conti in particolare esprime "perplessità sotto il profilo dell'economicità dell'operazione" e "una situazione di notevole ritardo nell'avvio" dei nuovi lavori.  In generale, si legge in un'indagine sulle "Iniziative di partenariato pubblico-privato nei processi di valorizzazione dei beni culturali", "già da tempo si rileva che le sponsorizzazioni “culturali” non costituiscono una esperienza completamente riuscita, come evidenziato dal valore degli interventi realizzati. Le sponsorizzazioni, oltre che poche rispetto alle necessità esistenti, sono state, inoltre, occasionali e per lo più frutto delle proposte di operatori privati".

In particolare nei lavori di restauro del Colosseo, la Corte dei Conti solleva "perplessità sulla quantità e sulla durata dei diritti (in prevalenza diritti d’uso di immagini, spazi e informazioni) concessi allo sponsor e alla istituenda associazione Amici del Colosseo, di diretta emanazione dello stesso. Sul punto, l’originario avviso pubblico aveva espressamente previsto che i diritti d’uso fossero concessi per la durata dei lavori e non per periodi ulteriori. Diversamente, nel contratto stipulato si stabilisce, per un verso, che i diritti dello sponsor si protraggono per i due anni successivi alla conclusione dei lavori allo stato completati in minima parte senza che ciò comporti corrispettivi aggiuntivi al contributo e, per l’altro, che quelli concessi all’associazione avranno una durata di quindici anni a partire dalla data della sua costituzione (di cui non si ha notizia) eventualmente prorogabili: con il risultato che, a fronte di una esclusiva sicuramente ultraventennale, il corrispettivo pagato dallo sponsor ammonta a euro 1.250.000 ad anno (importo che si ottiene dividendo la somma di 25.000.000 euro, che corrisponde al finanziamento totale offerto dallo sponsor, per il tempo di durata dei diritti concessi all’associazione. Si raccomanda – prosegue la Corte dei Conti – all’amministrazione di dare impulso, in considerazione dei notevoli ritardi accumulatisi, all’attività di progettazione ed esecuzione dei lavori e di vigilare in ordine al rispetto dei tempi previsti".

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