È stato rinviato a giudizio il giovane di 22 anni che il 2 settembre 2018 ha investito su via Cristoforo Colombo il piccolo Claudio Emanuel Stoian, di 11 anni. L'accusa è di omicidio stradale e adesso il ragazzo dovrà andare a processo. "Mentre percorreva via Cristoforo Colombo proveniente da viale Marconi e diretto al laghetto dell'Eur, sulla corsia centrale per negligenza, imperizia e imprudenza, nonché superando il limite di velocità, investiva il bambino che attraversava la carreggiata". Queste le parole scritte del pubblico ministero Carlo Villani per motivare la decisione dopo la chiusura delle indagini. Il 22enne di Spinaceto guidava a una velocità di 70 chilometri orari (20 chilometri in più del limite consentito a 50) e non ha fatto in tempo a evitare il bambino, che stava attraversando la carreggiata insieme al padre e al fratello. Per il piccolo non c'è stato nulla da fare: le sue condizioni sono apparse subito disperate e due giorni dopo è deceduto all'ospedale Bambin Gesù. L'automobilista, che stava viaggiando con altre due persone in macchina, si è fermato immediatamente a prestare soccorso: "Viaggiavo a 70, massimo 80 chilometri orari il verde del semaforo era scattato. Superato l'incrocio con viale Europa mi sono ritrovato di fronte un ragazzino che attraversava. Non ho fatto in tempo a evitare pure il bambino, il fratello. È stato un incubo", ha raccontato.

Claudiu Emanuel Stoian, la dinamica dell'incidente

Claudiu Emanuel Stoian stava attraversando via Cristoforo Colombo con il padre e il fratello quando è stato investito dal 22enne. L'impatto è avvenuto di sera, a 25 metri dalle strisce pedonali: il bambino si trovava un po' indietro rispetto ai congiunti, tanto che quest'ultimo ha rischiato di finire iscritto nel registro degli indagati per omesso controllo di minore. L'uomo, infatti, non stava tenendo il figlio per mano, ma camminava di fronte a lui. Agli agenti di polizia ha dichiarato che stavano attraversando in quel punto per andare a prendere il pullman: visibilmente disperato, ha deciso dopo la morte del piccolo di donarne gli organi, in modo da permettere ad altri bambini di poter avere una possibilità di vita.