Carabiniere trovato morto in caserma. Su Facebook: “Mi chiuderanno la bocca”

“Mi resta poco da vivere, so già che stanno arrivando per chiudere la mia bocca per sempre”. Un messaggio su Facebook, poi la strana chiamata al 112. Chiedeva aiuto, ma era in stato confusionale. È stato trovato morto poco dopo le 22 di ieri, nella sua stanza alla caserma Salvo D'Acquisto di Roma. Ad ucciderlo un colpo al petto esploso da una pistola. L'ipotesi più accreditata è quella del suicidio. È morto così un giovane carabiniere originario della provincia di Terni. Quando aveva telefonato al numero d'emergenza l'operatore aveva cercato di trattenerlo, provando a prendere tempo, quello necessario a far giungere aiuto nella sua stanza. Il carabiniere però ha chiuso la telefonata. Pochi minuti dopo il ritrovamento. Alcuni colleghi sono andati a controllare nella sua camera e, dopo aver forzato la porta, lo hanno trovato morto.
Poco prima aveva scritto un messaggio su Facebook. “Lavoro per i servizi segreti italiani e internazionali. Da tempo sto vedendo cose a noi sconosciute cose non di questo mondo ma dei nostri creatori, purtroppo sapere determinate cose porta delle responsabilità”. Così il giovane carabiniere. Sulla vicenda indagano i carabinieri del Nucleo investigativo. Secondo i primi accertamenti, però, i carabinieri negherebbero un coinvolgimento dei militari nei servizi segreti. Ecco un altro stralcio dell'ultimo drammatico messaggio sul popolare social network: "Anni fa giurai questo ‘Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni'. E ora popolo vi dico combattete ribellatevi fate che la mia morte non sia vana perché il popolo ha il diritto alla disobbedienza verso il governo quando questo perda legittimità agendo fuori dai limiti del mandato e il diritto all’uso consapevole dell’illegalità giustificato dallo stato di guerra che i governanti, tradendo il patto, avrebbero ripristinato”. E poi una lunga citazione di del filosofo inglese John Locke, tratta dal “Secondo trattato sul Governo”.