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Caos rifiuti, Marino contro Cerroni: requisiti gli impianti del “re della monnezza”

Il sindaco Marino ha firmato, pochi minuti fa, un’ordinanza urgente per far fronte alla crisi dei rifiuti che nasce dal rallentamento degli impianti della Colari necessari per la loro lavorazione e smaltimento.
A cura di En.Ta.
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“Improvvisamente, per decisione dell'avvocato Cerroni, non vengono accettate mille 1500 tonnellate di rifiuti e questo mette in crisi la città. Questa mattina ho parlato con il prefetto e nelle prossime ore prenderò decisioni che potranno proteggere la sanità e l'igiene della città”. Così il sindaco di Roma, Ignazio Marino. Lo scontro tra il Campidoglio e Co.La.Ri, il consorzio che gestisce lo smaltimento dei rifiuti di proprietà di Manlio Cerroni, potrebbe finisce con un atto di forza del'amministrazione. Il sindaco ha firmato, pochi minuti fa, un'ordinanza urgente per far fronte alla crisi dei rifiuti che nasce dal rallentamento degli impianti della Colari necessari per la loro lavorazione e smaltimento. Così una nota del Campidoglio. Con questa ordinanza – continua la nota -il sindaco per prima cosa evidenzia come gli impianti Colari abbiano ridotto repentinamente rispetto alle medie “storiche” la loro “capacità” (passando da una potenzialità normale di oltre 2500 tonnellate al giorno nei tre diversi impianti, ad un conferimento effettivo di circa 1600 t/g) e annuncia che l’amministrazione “si riserva ogni opportuna iniziativa di tutela”. Con la stessa ordinanza dispone la messa in esercizio da parte di Ama dell’impianto mobile di tritovagliatura di proprietà della stessa azienda finché non sarà superata la crisi.

“Penso che, al di là delle posizioni, che devono essere giudicate, c'è un senso etico di chi credo non possa affermare di essersi impoverito in mezzo secolo di business dei rifiuti e che ritiene, sulla base di mancati profitti, di bloccare gli impianti e mettere in difficoltà 3 milioni di romani”, ha detto ancora Marino. “Chi si comporta così, al di là del giudizio sulla legalità o illegalità, ha un comportamento sanzionabile dal punto di vista etico. È inaccettabile l'idea che una città che ha affidato a un monopolio privato per 50 anni la gestione dei rifiuti possa essere ricattabile per la gestione dei rifiuti”, continua il sindaco.

Cerroni: "Colpa dell'amministrazione"

Non ci sta Manlio Cerroni e nega ogni addebito nei confronti della sua società "Mio malgrado mi vedo obbligato a intervenire sull'emergenza rifiuti a Roma. Lo faccio solo per un servizio a Roma e ai romani. – ha dichiarato l'imprenditore che poi si rivolge direttamente al sindaco Marino –  Credevo che la lettera trasmessa ieri dal presidente del Colari, avvocato Saioni, a lei, al presidente Fortini, all'assessore Marino, al presidente Zingaretti, all'assessore Civita, al prefetto Gabrielli e alla stampa, avesse a sufficienza chiarito e precisato i termini del problema. Purtroppo, e dalle notizie riportate dalla stampa e dalle sue dichiarazioni rese questa mattina alle agenzie, vedo che non è così. E allora va detto che la crisi nasce da due mancanze addebitabili esclusivamente all'incapacità delle amministrazioni competenti di programmare lo smaltimento dei rifiuti: la mancanza di impianti di recupero energetico (cdr, css) e quella di una discarica di servizio".

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