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Beppe Signori truffato dal compro-oro: i giudici assolvono il negoziante

Lo scorso 17 gennaio il giudice ha dichiarato di non doversi procedere nei confronti di Patrizia Trimarchi perché “il reato è estinto per difetto della querela”. Assolto invece l’altro imputato nel processo.
A cura di En.Ta.
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Nel 2010 l'ex attaccante della Lazio Beppe Signori ha portato dieci orologi di lusso da un compro-oro per farli valutare. “Nel corso dei mesi – ha spiegato Signori- nonostante svariati tentativi, non sono più riuscito a rientrare in possesso degli orologi e dell'anello. Anzi la dipendente mi ha riferito che purtroppo, per un mero errore da parte della ditta, i miei averi erano stati impegnati al Monte di Pietà”. Per questo l'ex calciatore aveva denunciato per appropriazione indebita la commessa del negozio, Patrizia Trimalchi. A processo, insieme a lei, era finito anche un 34enne, accusato di ricettazione.

Lo scorso 17 gennaio il giudice ha dichiarato di non doversi procedere nei confronti di Patrizia Trimarchi perché "il reato è estinto per difetto della querela". Assolto invece l'altro imputato nel processo. Per la corte il suo operato era in buona fede.

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