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Bassiano, i nonni tornano sui banchi per salvare la scuola: “Non deve chiudere”

La scuola rischia di chiudere per mancanza di iscritti. Per questo il sindaco, Domenico Guidi, ha pensato di chiedere agli anziani del paese di iscriversi di nuovo alle lezioni.
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Un piccolo comune, poco più di mille abitanti. Il secondo più alto della provincia di Latina, a quasi 600 metri. È considerato un Comune montano e quindi dovrebbe godere di tutte le deroghe previste per i paesi di montagna. Ma a Bassiano, la scuola rischia di chiudere: pochi iscritti. E niente deroga. Se la situazione non cambia, i 164 bambini dovranno prendere l'autobus per andare alla scuola di Sezze. Ogni giorno 10 chilometri e tante curve. Per questo il sindaco del piccolo comune, Domenico Guidi ha pensato a una soluzione drastica: chiedere ai nonni del paese che non abbiano la licenza media o elementare di iscriversi di nuovo a scuola. “Sono una cinquantina, forse qualcuno in più e giuro che li farò iscrivere tutti a scuola”, dice il sindaco.

“A fronte di una decisione unilaterale ci dichiariamo parte lesa. Siamo pronti ad intraprendere tutte le azioni legali, un ricorso al Tar ma anche la richiesta alla Procura della Repubblica di accertare eventuali abusi. Bassiano è un comune montano e per questo aveva diritto a una deroga. Nel Lazio ci sono 25 comuni in deroga, e molte scuole hanno una popolazione scolastica inferiore alle nostre 164 unità. Per raggiungere Sezze da Bassiano occorrono più dei 15 minuti al di sotto dei quali non si concede la deroga”, spiega Guidi.

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