Manlio Cerroni
in foto: Manlio Cerroni

Manlio Cerroni, l'ex patron della discarica di Malagrotta, il ‘re della mondezza' romana, è stato assolto dall'accusa di associazione a delinquere. Iniziato nel 2014, il processo si è concluso oggi con la sentenza dei giudici della prima sezione penale del tribunale di Roma. Assolto Cerroni insieme ai suoi più stretti collaboratori, Francesco Rando e Bruno Landi, Giuseppe Sicignano, Luca Fegatelli, già a capo della direzione Rifiuti della Regione Lazio, Raniero De Filippis, ex capo del dipartimento Territorio della Regione Lazio, e Piero Giovi, storico collaboratore di Manlio Cerroni.

Il giudice, dopo circa otto ore di camera di consiglio, ha respinto tutte le richieste dei pm e cioè, per quanto riguarda Cerroni, la condanna a sei anni di reclusione. I sei imputati erano accusati a vario titolo di associazione per delinquere, in alcuni casi finalizzata al traffico illecito di rifiuti e alla frode in pubbliche forniture. Alcune accuse sono cadute per prescrizione.

Cerroni in lacrime: "Voglio morire lavorando"

"Non chiedevo un premio, ma il castigo no, dopo tutto quello che ho fatto nella vita e per Roma che ho amato tanto. Quante volte ho detto ‘ditemi, che io la sistemo'. Continuerò a fare quello che ho sempre fatto, voglio morire lavorando", ha detto in lacrime Cerroni dopo la lettura della sentenza d'assoluzione. "Io so come abbiamo fatto, questo Paese era Amatrice, era nel '44 e nel '45. Cerco solo di lavorare, produrre, fare bene perché questo Paese ne ha bisogno", ha detto l'anziano manager che fra pochi giorni compirà 92 anni.