Spara a un rapinatore e lo uccide. Emanuele Taormina, 23 anni, è morto sul colpo. Il poliziotto di Guidonia intervenuto per sventare il colpo è indagato per eccesso nell'uso legittimo delle armi. Ha sparato tre colpi: uno ha colpito il 23enne al torace e un altro ha centrato all'addome il complice, Simone B. 23 anni anche lui, rimasto ferito gravemente. Secondo la ricostruzione degli inquirenti la sua reazione potrebbe essere stata troppo violenta, anche in virtù del fatto che le pistole impugnate dai due malviventi si sono rivelate finte. "Erano violenti e armati. Ho sparato per difendermi. Ho visto la morte in faccia", si è difeso l'agente. La frase è stata riportata dal Messaggero.

Questa la ricostruzione di quanto avvenuto: lunedì scorso, alle 8 e 55, il poliziotto, in quel momento libero dal servizio, assiste a un tamponamento in via degli Aromi a Colle Fiorito, Guidonia. I rapinatori scendono dal loro mezzo con il volto coperto, aprono lo sportello della macchina tamponata e colpiscono il guidatore alla testa con il calcio della pistola. L'agente accosta il suo scooter pronto a impugnare la sua arma. Immediatamente i due rapinatori gli puntano contro due pistole e allora il poliziotto decide di sparare. Per il momento il pm Gabriele Iuzzolino e il procuratore capo Francesco Menditto gli hanno contestato l'eccesso colposo dell'uso legittimo delle armi. Un atto dovuto, probabilmente. In ogni caso saranno decisivi i racconti dei testimoni che hanno assistito alla rapina e gli esiti dell'autopsia disposta dai magistrati sul corpo del 23enne ucciso.