in foto: Foto d'archivio/Twitter

Si fa quel che si può per combattere la siccità che sta colpendo Roma e provincia in queste settimane. E così il Governatorato del Vaticano ha deciso di contribuire al risparmio idrico chiudendo tutte le fontane che si trovano all'interno del Vaticano e all'esterno in piazza San Pietro. La scelta, riporta Radio Vaticana che ha diffuso la notizia, vuole essere in sintonia con gli insegnamenti di Papa Francesco che nell’Enciclica ‘Laudato si’ ricorda: “L’abitudine di sprecare e buttare via” ha raggiunto “livelli inauditi”, mentre “l’acqua potabile e pulita rappresenta una questione di primaria importanza, perché è indispensabile per la vita umana e per sostenere gli ecosistemi terrestri e acquatici”.

Oggi vertice tra Regione e Acea per evitare il razionamento dell'acqua.

Oggi è previsto un vertice tra Acea e Regione Lazio in cui si cercherà di trovare una soluzione alternativa alla turnazione dell'acqua che potrebbe riguardare un milione e mezzo di romani. L'inizio del razionamento, sempre se non dovesse essere trovata una soluzione alternativa, è previsto per venerdì 26 luglio. Lo scontro e le polemiche tra Acea e Regione Lazio sono cominciate la scorsa settimana quando il presidente Nicola Zingaretti ha ordinato all'azienda di cessare i prelievi d'acqua dal lago di Bracciano, che contribuisce per l'8 per cento al fabbisogno idrico di Roma Capitale. Il lago, solo negli ultimi giorni, si è abbassato di circa dieci centimetri e la situazione, sostengono le istituzioni locali, è sempre più allarmante.

"Dire che bisogna bloccare l’acqua per otto ore a tutti i romani, o a gran parte di loro, credo sia una esagerazione. Io non ho mai fatto e non farò mai polemiche, soprattutto su temi così delicati, ma chiedo ad Acea, che è l’ente gestore, di formalizzare una proposta alternativa", aveva dichiarato ieri il governatore Zingaretti.