Immaginate di avere 18 o 19 anni e di aver appena finito le scuole superiori. Con un bel diploma in tasca decidete di iniziare una nuova avventura universitaria lontani dalla vostra città d’origine, per necessità o per scelta. La vostra scelta ricade su Roma e così vi trasferite nella Capitale per iniziare un ciclo di studi che vi porterà alla laurea. Ma, forse, prima di optare per la Città Eterna e per una delle università romane bisognerebbe fare due calcoli, strettamente economici. Già, perché vivere a Roma, pagare un affitto e le tasse universitarie, comprare i libri e l’abbonamento per i mezzi di trasporto non è una spesa di poco conto. Con un calcolo al ribasso, possiamo dire che per un anno da studente universitario fuori sede nella Capitale servono circa 8mila euro: una cifra che oscilla in base a molte variabili riguardanti la locazione, la fascia di reddito per il pagamento delle tasse universitarie, la facoltà che si decide di frequentare e tante altre condizioni strettamente personali.

L'affitto: più di 500 euro per una camera singola.

Roma si conferma, anche nel 2017, una delle città più care d’Italia per quanto riguarda il canone d’affitto. Pensiamo quindi al nostro studente che appena arrivato a Roma deve cercare una stanza da prendere in affitto. I prezzi della Capitale variano molto in base alle zone: molto più care quelle centrali e vicino all’università, più accessibili quelle periferiche. Secondo un'indagine di Immobiliare.it, Roma è tra le città italiane che ospitano il maggior numero di fuori sede tra le più costose, seconda solo a Milano, in testa alla classifica. Nella Capitale, infatti, dove i prezzi rispetto allo scorso anno sono rimasti quasi invariati, una camera singola costa, mediamente, 439 euro al mese, mentre una doppia 333.

I prezzi salgono nettamente nelle zone universitarie, dove una camera singola costa anche più di 500 euro mensili. Rimangono però escluse le spese relative alle varie bollette non conteggiate nel report di Immobiliare.it. Andando a fare un calcolo annuale, il nostro ragazzo fuori sede arrivato nella Capitale sa di dover affrontare – solo di affitto – una spesa di circa 5200 euro nell’arco dei 12 mesi per una camera singola. Spesa che può essere minore nei casi – seppur rari – in cui lo studente riesca a trovare una stanza in affitto per un periodo relativo ai soli mesi in cui deve necessariamente vivere a Roma per i suoi studi, ovvero dieci mesi invece che dodici, per una spesa comunque vicina ai 4500 euro. Per chi, invece, opta per una camera condivisa con un’altra persona la cifra annuale si attesta intorno ai 4mila euro.

Le tasse universitarie: in media 1147 euro all'anno.

Tra le spese da affrontare ci sono anche quelle delle tasse universitarie, in Italia mediamente più alte rispetto agli altri paesi europei. Una spesa minore dell’affitto ma comunque ingente. Nel nostro Paese le università pubbliche prevedono delle esenzioni per le famiglie con una fascia di reddito (calcolata sulla base dell’Isee) più bassa. Alla Sapienza, ad esempio,  questa fascia si attesta sui 14mila euro, a Roma Tre sui 13.500 euro.Inoltre, i contributi vengono pagate in base ad alcune variabili: quelle più ricorrenti sono il tipo di facoltà e di corso di laurea e le fasce di reddito.

I dati elaborati dall’ufficio statistico del ministero dell’Istruzione forniscono un quadro su quanto mediamente hanno versato gli studenti iscritti alle università del Lazio nell’anno accademico 2015/2016. Una cifra che si attesta a 1147 euro, di media, per studente, escludendo dal calcolo coloro che sono esenti dal pagamento del contributo. Un dato, secondo un’elaborazione Anvur sulla base dei dati del Miur, più basso rispetto alle università del Nord-Ovest, del Nord-Est, ma anche del Centro Italia, ma più alta rispetto a quelle pagate nelle regioni del Sud e nelle Isole. Ecco, di seguito, quanto costano le tasse nelle maggiori università capitoline.

La Sapienza.

Iscriversi ad una facoltà umanistica o a una di area scientifica nella prima università di Roma fa la differenza anche sulle tasse da pagare, soprattutto sui redditi più alti, mentre sono esenti dal pagamento coloro che hanno un reddito Isee inferiore ai 14mila euro. Per chi ha invece un nucleo familiare che registra un Isee pari a 20mila euro, il costo annuale per le facoltà umanistiche e per quelle scientifiche è lo stesso: 490 euro. Salendo di fascia, si arriva ai 30mila euro di reddito: in questo caso chi è iscritto nell’area umanistica paga 841 euro annui, 908 euro nell’area scientifica. E, ancora, per chi si ritrova nella fascia più alta in assoluto la cifra da pagare sale vertiginosamente, arrivando a 2821 euro per le facoltà umanistiche e a 2924 per quelle scientifiche.

Tor Vergata.

L’università Uniroma2 prevede, secondo quanto risulta dal calcolatore delle tasse sulla base delle fasce di reddito sul suo sito, rate sostanzialmente uguali per quasi tutte le facoltà, con variazioni relative all’Isee dichiarato. Si possono pagare cifre che variano dai circa 300 ai 2300 euro in caso di iscrizione ad un corso di laurea nelle facoltà di Economia, Lettere, Giurisprudenza. Se invece decidesse di iscriversi a Medicina le cose si farebbero ancora più complicate: nella fascia massima di reddito, si può arrivare a pagare più di 3mila euro l’anno di tasse. In questo caso, se la famiglia del nostro ragazzo avesse un reddito Isee di 15mila euro pagherebbe poco meno di 300 euro l’anno. Con un reddito di 30mila euro la cifra annuale sarebbe di 1300 euro. Per un futuro medico con una famiglia che dichiara un Isee da 50mila euro la tassa (divisa in tre rate) sarebbe di 2346 euro. Più o meno la stessa cifra che paga uno studente di Economia che però ha un reddito superiore ai 100mila euro.

Roma Tre.

In questo caso, secondo quanto risulta dalle tabelle pubblicate sul sito di Uniroma3, le cifre da pagare sono variabili, andando da un minimo di 300 ai un massimo di 2000 euro all'anno, fermo restando che per le famiglie con reddito inferiore ai 13.500 euro è prevista l'esenzione del pagamento.

I libri: circa 700 euro per il materiale didattico.

Una volta finito con le pratiche iniziali di iscrizione all’università e con la ricerca dell’alloggio, il nostro ragazzo potrà dare il via al suo anno accademico. Andando, anche stavolta, incontro a spese. Il materiale didattico costa ed è indispensabile. In alcuni casi i docenti aiutano gli studenti fornendo ‘dispense’ e appunti a costo quasi zero, ma non sempre è così. E il costo dei libri varia da facoltà a facoltà e a seconda dei corsi di laurea. Ogni professore decide quali e quanti devono essere i libri di testo su cui far studiare i propri allievi, comportando così una netta differenza dei costi. Soprattutto in alcune facoltà, come quella di Medicina, i testi possono avere prezzi molto alti (anche sopra i cento euro l'uno). Un calcolo di Federconsumatori fa emergere che ogni anno uno studente per sostenere in media sei esami spende circa 700 euro per il materiale didattico.

Questa cifra rischia di essere bassa, perché tiene conto della possibilità di ricorrere al prestito e anche a fotocopie dei testi, non permesse dalla legge. Sono tanti gli studenti che per risparmiare ricorrono a metodi alternativi. Ma chi decidesse di comprare tutti i libri di testo di prima mano potrebbe trovarsi di fronte a spese persino maggiori rispetto a quelle calcolate da Federconsumatori.

I trasporti: fino a 250 euro per muoversi a Roma.

A tutto ciò si aggiunga anche il mezzo di trasporto. Le ipotesi per spostarsi da un angolo all'altro della città sono sostanzialmente due: il ragazzo potrebbe aver preso una camera in affitto vicino all’università (risparmiando sui trasporti ma spendendo probabilmente di più per il canone di locazione) o potrebbe aver bisogno di prendere tutti i giorni i mezzi pubblici per arrivare a lezione.

In questo caso, la soluzione più economica è quella di fare un abbonamento Atac, l’azienda locale del trasporto pubblico, che può essere mensile o quello annuale. Il primo conviene se si riduce il numero di mesi in cui andare all’università: frequentando l’ateneo per almeno otto mesi l'anno la convenienza sparisce. Ogni mese, infatti, l’abbonamento costa 35 euro (35 per otto vuol dire 280 euro in un anno), contro i 250 euro dell’abbonamento annuale, che vale dodici mesi dal momento della sottoscrizione e non solo per l'anno solare in corso. In linea di massima, dunque, è più conveniente. Ci sono poi delle riduzioni previste per alcune speciali categorie di studenti fuori sede, ovvero coloro che hanno ricevuto una borsa di studio o un alloggio universitario, e quindi persone con redditi più bassi.

Le bollette: in media 800 euro all'anno.

Nelle cifre relative al costo dell’affitto vanno poi aggiunte le temute bollette, per un ulteriore costo di circa 800 euro annui, secondo le stime di Federconsumatori. Dunque, facendo una somma – al ribasso – avremo circa 5200 euro di affitto per una singola, 1.000 euro di tasse, 800 euro di bollette, 700 euro di libri e materiale didattico e 250 euro di trasporti. Per un totale di 7700 euro di base, senza includere spese aggiuntive e non del tutto imprescindibili dalla condizione di fuori sede.

Ci sono poi altre spese accessorie che il nostro studente deve affrontare, come quelle riguardanti l’alimentazione, la socialità e tante altre attività che, comunque, probabilmente svolgeva anche prima di diventare un fuori sede. Anche queste cifre possono largamente incidere sul totale annuo, ma non rientrano nel computo degli 8mila euro previsti. In bocca al lupo, giovane studente che da oggi inizi una nuova vita nella Capitale.