Resto al mio posto perché non ho nulla di cui pentirmi o ritenermi responsabile. In Campidoglio non c’è nessuna guerra fra bande”: parola di Andrea Mazzillo, assessore capitolino al Bilancio al centro delle polemiche dopo il ritiro delle deleghe alle Politiche abitative e al Patrimonio, intervistato da Avvenire. Mazzillo sostiene di non aver rivolto critiche alla sindaca di Roma, Virginia Raggi: “Ho solo lanciato un forte richiamo per farle comprendere che il supporto finanziario è un mezzo fondamentale per garantire l’azione politica sua e dell’intera giunta”.

Mazzillo spiega che la Raggi non “mi ha mai chiesto di lasciare”: “Se dovesse farlo, le chiederò spiegazioni. Non posso nascondere che ci sia qualche incomprensione, ma nascono da un equivoco. Io desidero il bene della città quanto lei, ho solo svolto il mio ruolo richiamando l’attenzione su tematiche gestionali. Il mio lavoro l’ho fatto”. In merito all’impegno da prendere come assessore per i prossimi sei mesi, Mazzillo ironizza, ma non troppo: “Innanzitutto, fra sei mesi spero di essere ancora l’assessore”. E non nasconde la “difficoltà” di fare l’assessore nella Capitale: “Combattiamo contro tutto, è complicatissimo portare a termine ogni intervento per come funzionano le norme oggi”.

"Grillo dovrebbe rafforzare il rapporto con la base"

Del garante del M5s Beppe Grillo, l’assessore capitolino al Bilancio dice: “Non lo conosco, l’ho incontrato solo una volta. Lo ringrazio perché difende l’unico progetto politico nuovo”. Secondo Mazzillo, Grillo dovrebbe “rafforzare il rapporto con la base, per potenziare la democrazia diretta serve creare anche dei meetup fisici per scambiarsi riflessioni”.

"Nei municipi c'è stata una chiusura"

Secondo l’assessore al Bilancio a Roma, nei municipi, in questo primo anno “è vero che c’è stata un po’ una chiusura, siamo entrati in un meccanismo di autoprotezione, perché gli attacchi sono stati davvero tanti”. Di Massimo Colomban, assessore alle Partecipate, dice: “È una persona competente e perbene, non abbiamo mai avuto screzi, anche se è vero che diversi atti che dovevano essere sviluppati insieme non sono stati impostati così”. Mazzillo sostiene di stimare “enormemente” anche Pinuccia Montanari, assessore all’Ambiente, “anche se all’inizio conosceva poco la città”.

Credo ancora nel progetto M5s”, sostiene ancora Mazzillo durante l’intervista e “conosco bene quindi il disagio sociale nel rapporto quotidiano con le istituzioni. Il Movimento ha la grande responsabilità di dimostrare ai romani che cambiare è possibile, partendo dal basso. Si è polemizzato sul no alle Olimpiadi, ma era un segnale per dire che – prima – c’è bisogno di dare attenzione a troppi aspetti finora trascurati”.

L'appello al governo: non faccia politica sulla pelle dei romani.

Mazzillo rivolge un appello al governo, chiedendo “di non fare politica sulla pelle dei romani, per creare intralci a M5s. Una capitale efficiente è nell’interesse di tutti, come avviene all’estero. Per questo serve che il governo apra subito un tavolo su Roma Capitale”.

"Su Atac non c'è tempo da perdere"

Su Atac e sull’addio dell’ex dg Bruno Rota, sostituito da Paolo Simioni, Mazzillo parla di una “soluzione di sistema”: “Non si può dire che Simioni non conosca già Atac e la sua situazione”. L’assessore al Bilancio si augura che Simioni possa riuscire nel suo compito, assicurando la massima collaborazione. Secondo Mazzillo, il suo invito ad avere persone che già conoscono le aziende è stato colto con l’ultima nomina di Atac.  Mazzillo spiega che sull’azienda del trasporto pubblico “non c’è tempo da perdere: i creditori sono alle porte, la sua attività riguarda l’immagine stessa di una città che è meta di turisti e pellegrini da tutto il mondo. Il bicchiere non è pieno, ma a mio avviso il tema è piuttosto ragionare su quali energie si possono sviluppare per farlo riempire. Mi sono arrabbiato con Rota perché ha lanciato sui giornali un allarme di cui non mi aveva mai parlato: qualsiasi ipotesi su società comunali non può non essere oggetto di attenzione da parte di chi regge la cassa”.

Il vecchio management – conclude Mazzillo su Atac – affermava che era in allestimento il piano industriale, che a oggi ancora non c’è, e che in 3 anni si sarebbe potuto raggiungere anche un piccolo margine. Da Simioni mi attendo ora che coinvolga tutti gli attori, e in primis il personale, in un progetto di risanamento che raggiunga l’obiettivo di restituire dignità ai lavoratori – perché non si scherza, sono in ballo 12mila posti – e immagine alla città”.