"Se mi regali un computer o una serata in discoteca, puoi andare a letto con mia figlia". I clienti, tutti ragazzi tra i venti e i trent'anni. Un baratto vero e proprio che una mamma gestiva alle spalle della figlia di appena 13 anni. La donna, 36 anni, è stata condannata per sfruttamento della prostituzione a quattro anni e quattro mesi di carcere al termine del processo con il rito abbreviato.

Gli incontri avvenivano in un appartamento al Collatino, Roma, nell'abitazione della donna e del suo compagno, un impiegato di banca. "La disinvoltura con la quale l'indagata ha proposto a più persone di consumare rapporti sessuali con la figlia peraltro in cambio di denaro o utilità anche di scarso valore, rende concreto che la stessa continui. Le modalità delle condotte sono significative di un comportamento tutt'altro che episodico che esprime il totale disinteresse al grave nocumento arrecato alla crescita psicofisica della figlia", si legge nell'ordinanza di arresto della 36enne. La ragazzina veniva offerta ai clienti anche in cambio di biancheria intima, di tatuaggi, di una serata in un locale costoso o di uno smartphone. Proprio un telefono è al centro di uno scambio di sms da cui è partita l'indagine. "Domani sera puoi fare sesso con me e anche con mia figlia", il testo di un messaggio scritto nel giugno 2015 a un cliente. "Amore ti va di stare con mia figlia? Dai, oggi comprale un mini computer", un altro sms intercettato dalle forze dell'ordine.