La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di Gigi D'Alessio. Il cantante napoletano è accusato, insieme ad altre quattro persone, di una presunta evasione fiscale per oltre un milione di euro. Nello specifico, il reato contestato a D'Alessio è quello di occultamento o distruzione di documenti contabili di una delle società che si occupano di curare la sua immagine. Secondo l'accusa, coordinata dal pm Francesco Saverio Musolino, l'occultamento delle prove avrebbe consentito alla "Ggd Productions" di evadere imposte sui redditi e sul valore aggiunto. Il fatturato che sarebbe stato occultato è pari a oltre 6 milioni di euro e l'evasione contestata dagli inquirenti ammonta a 997mila e 581 euro per quanto riguarda l'Ires e 770mila e 613 euro per quanto riguarda l'Iva. Il cantante napoletano, si legge nel capo di imputazione, risulterebbe "l'effettivo beneficiario economico del risparmio d'imposta". Per questo il pm Musolino ha chiesto il processo per il neo conduttore di Made in Sud.

Stando a quanto si apprende, uno dei soci del cantante è anche accusato di simulazione di reato. Nel 2014 presentò infatti una denuncia in cui dichiarò che i documenti contabili della società in questione erano all'interno di una macchina che gli era stata rubata. Per i pm si tratta di una menzogna.

"Sono convinto che l'atto che mi è stato notificato sia un atto a tutela, che mi consentirà di dimostrare, nelle opportune sedi, la mia totale estraneità a fatti che, ancora oggi, non mi sono chiari e noti, dal momento che attengono a una vicenda che non riguarda direttamente il mio impegno artistico e quindi la mia attività. È giusto, però che la Magistratura faccia le verifiche che riterrà opportune. Resto, come è naturale che sia, a disposizione dell'Autorità giudiziaria". Così si era espresso due anni fa, al momento della notifica delle indagini, il cantante napoletano.