Corruzione al Comune di Guidonia Montecelio, a pochi chilometri da Roma. Come ha scritto il gip in uno dei passaggi chiave dell'ordinanza che ha portato all'arresto di quindici persone, "una mafia bianca ha espugnato le istituzioni ergendosi a soggetto regolatore della vita pubblica ed economica di uno dei più importanti comuni del Lazio". Dalle prime ore di questa mattina oltre 160 agenti del comando provinciale di Roma della Guardia di Finanza hanno eseguito dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere e tre ai domiciliari. Sono coinvolti dirigenti e amministratori comunali, imprenditori della zona e professionisti. Gli inquirenti li ritengono responsabili di di associazione per delinquere finalizzata a corruzione, peculato e falso. Decine le perquisizioni in corso.

Nell'inchiesta coordinata dal procuratore capo di Tivoli, Francesco Menditto, è emerso come alcuni pubblici ufficiali, abusando del loro ruolo, affidavano direttamente lavori a imprenditori compiacenti, in alcuni casi mai eseguiti. Il denaro pubblico versato veniva poi spartito tra i dirigenti del comune e gli imprenditori. Inoltre, alcune gare d'appalto venivano truccate e pilotate in modo da far vincere imprese colluse. "Un vero e proprio saccheggio delle casse del Comune", si legge nell'ordinanza cautelare del gip. Dall'urbanistica all'ambiente, dal decoro urbano al trasporto pubblico: praticamente tutti i dipartimenti del Comune laziale sono finiti sotto indagine. L'ex vicesindaco di Guidonia, Andrea Di Palma, arrestato, è stato trovato in possesso di una mazzetta di 50mila euro ricevuta da un imprenditore. "Durante l'indagine abbiamo riscontrato l'omertà, la paura di riferire. La sensazione era di non poter far nulla contro questo sistema. La gente aveva paura di parlare. La stragrande maggioranza degli appalti dati nel Comune di Guidonia negli ultimi anni sono stati inquinati. Per questo abbiamo informato l'Anac", spiega il procuratore Menditto.